Martedì 25 Giugno 2019 | 10:32

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La Procura di Cosenza ha emesso un avviso di conclusione indagine nei confronti di 25 insegnanti che avevano avuto accesso alla professione presentando titoli di studio falsi. I provvedimenti sono stati notificati dai carabinieri della Compagnia di Cosenza tra le province di Cosenza, Lecce, Pistoia, Milano, Bergamo, Forlì-Cesena. Gli investigatori hanno anche individuato la stamperia dove venivano realizzati i titoli di studio ed il falsario, un 69enne di Mangone (Cs).

Un vero e proprio «diplomificio» è stato scoperto dai carabinieri della Compagnia di Cosenza nel corso dell’inchiesta nella quale sono indagati 25 docenti accusati di avere presentato titoli di studio falsi per accedere all’insegnamento.
La centrale del falso era nell’abitazione di un pensionato 69enne di Mangone. Nel corso di una perquisizione i carabinieri hanno trovato computer, stampanti e materiale informatico, nonché copie cartacee di diplomi già falsificati. In particolare, sono state trovate 30 stampe di diplomi apparentemente rilasciati dall’"Istituto Nazionale Scuole e Corsi Professionali» compilati con nominativi di insegnanti già emersi nel corso dell’operazione oltre a due risme di carta pergamenata per diplomi, in bianco, pronte per la stampa. Una indagata ha riferito che il falsario, per il tramite di un intermediario, avrebbe chiesto alla donna la somma di 3.000 euro in cambio del titolo falso.

L’inchiesta è uno sviluppo di una prima fase di indagini conclusa nel 2017. Nella vecchia tranche, gli insegnanti indagati furono 33. Il clamore suscitato da quella inchiesta ha spinto diversi dirigenti scolastici a svolgere controlli approfonditi sui titoli presentati dagli aspiranti insegnanti. Ed è proprio dall’input giunto ai carabinieri da due dirigenti che è nata la seconda fase di indagine che ha visto un fitto scambio di informazioni tra gli stessi dirigenti e la Sezione operativa dei Carabinieri di Cosenza.
I risultati dell’indagine, condotta in sinergia con gli Usr-Atp di tutta Italia, ha già portato all’allontanamento di molti degli insegnanti in possesso dei titoli falsi.

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