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LECCE - Un lungo viaggio da Dubrovnik a Galatina alla ricerca di una vita migliore.
È la storia di un giovane algerino, fuggito dalla sua terra per trovare una nuova vita ed un futuro diverso. La disperazione e la speranza, lo hanno spinto a rannicchiarsi nel vano motore del pullman che trasportava i ragazzi del Liceo Scientifico “Antonio Vallone” di Galatina, di ritorno da Sarajevo per un viaggio d’istruzione. In quel nascondiglio è rimasto per oltre quindici ore, ed è uscito solo dopo all’arrivo, intorno alle 12.30 di ieri quando il pullman si è fermato in viale Don Tonino Bello.
Ad accorgersi della presenza di quel ragazzo sono stati alcuni studenti che si erano attardati dopo l’arrivo per salutare gli amici che erano rimasti a Galatina. C’è voluto poco per capire che quel ragazzo non era spuntato lì dal nulla ma che era stato un passeggero clandestino che aveva saputo ben celarsi per tante ore e soprattutto, era riuscito a sopportare lunghe ore di sofferenza fisica fra i fumi e gli scarichi del pesante mezzo di trasporto.

Una sistemazione molto precaria che lo ha costretto a rimanere in posizione rannicchiata senza potersi muovere per molte ore. Una condizione quasi insopportabile ma che evidentemente è stata dettata dalla disperazione di un ragazzo in fuga.
Bloccato dall’autista del pullman, il giovane è stato accolto dagli studenti e dai professori che hanno ben compreso il dramma umano di un ragazzo disperato. Visibilmente spaventato ha accettato volentieri del cibo per sfamarsi un po’ ed è stato accompagnato in un vicino bar per riprendersi un po’ dalla stanchezza.
Nel frattempo qualcuno ha chiamato gli agenti del locale Commissariato di Polizia che sono giunti dopo pochi minuti per cercare di ricostruire l’accaduto.
Una ricostruzione difficile in primo luogo per lo stato di agitazione del giovane ed anche per la difficoltà di comprendere le parole pronunciate in arabo. Dagli accertamenti raccolti, grazie alla presenza di un genitore di uno studente che comprendendo l’arabo ha potuto tradurre alcune frasi, è stato possibile mettere insieme alcuni tasselli per ricostruire l’accaduto. A quanto sembra, il viaggio del ragazzo, dichiaratosi algerino e di 24 anni, sarebbe iniziato dalla sua terra d’origine e sarebbe proseguito lungo un percorso molto lungo e difficile; giunto in Grecia sarebbe stato picchiato dalle forze dell’ordine del luogo (in occasione di quel pestaggio avrebbe perso due incisivi).

Stando anche da alcune voci, ma questo è da verificare, il ragazzo non sarebbe stato solo nel tentativo di fuga; due suoi coetanei sarebbero stati però bloccati in partenza dal porto di Dubrovnick a seguito dei controlli effettuati proprio al momento dello sbarco.
Dopo un primo colloquio che ha contribuito a tranquillizzare il fuggiasco, la pattuglia della Polizia di Stato si è trasferita presso il Commissariato dove sono state avviate tutte le procedure per individuare le generalità, la provenienza del ragazzo ed ovviamente il suo status che consentirà o meno l’accoglienza. Una lunga procedura di identificazione che è andata avanti per molte ore; nel corso dell’interrogatorio l’algerino, che non aveva documenti di riconoscimento, è stato necessario l’intervento di un traduttore di lingua araba.
Ultimati gli accertamenti, nell’Ufficio stranieri della Questura di Lecce, il giovane sarà accompagnato nel centro di prima accoglienza di Otranto in attesa, poi, di essere poi trasferito in un’altra sistemazione.

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