Domenica 19 Maggio 2019 | 12:20

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Parabita, dopo le minacce arriva lo scudo dello Stato

Commissari e candidato sotto protezione. Applausi al prefetto Cucinotta: «Serve un forte impegno della società civile»

Parabita, lettera di minacce in Comune nel mirino i tre commissari

PARABITA - Attivare misure di protezione per i tre commissari straordinari e per il candidato sindaco Marco Cataldo. È la decisione assunta dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che ieri mattina si è riunito nel municipio di Parabita.
La riunione - fortemente voluta proprio a Parabita, e non a Lecce come di consueto, per manifestare in modo tangibile la presenza dello Stato alla comunità cittadina - è stata presieduta dal prefetto Maria Teresa Cucinotta. Attorno al tavolo, nella sala consiliare, erano seduti: il viceprefetto Guido Aprea, il comandante provinciale dei carabinieri Giampaolo Zanchi, il vicario del questore Nicola Miriello, il comandante provinciale della guardia di finanza Luigi Carbone, il dirigente della Direzione investigativa antimafia Carla Durante, il dirigente della Digos Gabriele De Filippi, i comandanti della compagnia dei carabinieri di Casarano e della stazione di Parabita Clemente Errico e Italo Memoli, i commissari straordinari Andrea Cantadori e Gerardo Quaranta. Alla prima parte della riunione ha partecipato anche Marco Cataldo.
Al suo arrivo, il prefetto è stato accolto dall’applauso dei dipendenti comunali. E proprio a loro, Cucinotta ha rivolto le sue prime parole: «La nostra presenza qui, oggi, è un segnale forte, ma ognuno deve dare il proprio contributo per la democrazia e la serenità». La riunione si è svolta a porte chiuse e le decisioni assunte non sono ancora pubbliche. Di certo c’è che saranno attivate misure di protezione per i tre commissari, destinatari nei giorni scorsi di una lettera minatoria, e per il candidato sindaco Marco Cataldo, al quale sono state recapitate tre cartucce da fucile e il disegno di un manifesto funebre con il suo nome. Ci saranno misure particolari, poi, per il viceprefetto Andrea Cantadori, coordinatore della commissione. Inoltre, Prefettura e forze dell’ordine monitoreranno costantemente non solo tutte le fasi della campagna elettorale e delle elezioni, ma anche il periodo successivo alla consultazione elettorale del 26 maggio e l’attività della nuova amministrazione comunale. Il Comitato ha anche esaminato i provvedimenti attuati dai commissari nei due anni di gestione straordinaria, con particolare attenzione per le situazioni più delicate passate al vaglio della commissione.
«Quando si conclude un periodo di commissariamento - ha detto il prefetto prima di iniziare i lavori del Comitato - la vita della comunità deve riprendere in maniera serena. La società civile è per me una componente fondamentale: non si può fare un lavoro di affermazione della legalità se non c’è la partecipazione attiva anche della società. Non si può pensare di risolvere le situazioni di illegalità solo attraverso la repressione da parte delle forze dell’ordine e della magistratura, ma ci vuole una presa di coscienza civile forte. Sono venuta qui proprio per dare questo segnale». Terminata la riunione, ha aggiunto: «Abbiamo fatto il punto della situazione e abbiamo avuto modo di approfondire la situazione del Comune, l’attività svolta dai commissari, il clima di questo momento. Saremo sul territorio per garantire che le attività elettorali si svolgano il più tranquillamente possibile. Colgo l’occasione per invitare la cittadinanza a una forte presa di coscienza: è importante non solo l’impegno dello Stato, ma anche quello della società civile. Questa cittadina deve attuare un momento di grande consapevolezza e cogliere l’occasione per rinnovarsi».

«Ora siamo più sereni e andremo avanti»

Alla prima parte della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza ha partecipato anche l’ex consigliere comunale Marco Cataldo, destinatario, nei giorni scorsi, di alcune intimidazioni così come un suo sostenitore.

Si sente più sicuro dopo l’incontro con i rappresentanti dello Stato?
«Assolutamente sì, la presenza del prefetto e di tutte le forze dell’ordine a Parabita, che ringrazio, all’interno della casa dei cittadini, è stato un bel segnale. La comunità lo ha vissuto bene: è rassicurante vedere che lo Stato si sposta, esce dai suoi palazzi e va incontro ai cittadini. Ho avuto un confronto riservato di oltre un’ora e mezza con tutte le autorità che, in maniera tecnica, hanno analizzato i problemi. Non posso riferire nulla di quanto è stato detto, ma per me è stato rassicurante e importante».

Qual è la sua decisione per le prossime elezioni?
«Ci sentiamo più tranquilli, ci siamo riuniti in queste ore, anche per rispondere e per ringraziare tutte le persone della comunità parabitana, ma non solo, che ci hanno manifestato solidarietà. Il nostro gruppo è compatto e coeso. Certo, non nascondiamo qualche piccola preoccupazione da parte delle persone più giovani. Le abbiamo tranquillizzate, perché abbiamo dimostrato a tutti che lo Stato c’è, che siamo tanti, che la comunità c’è ed è unita e che dobbiamo andare avanti. È giusto che sia così».

Cosa è cambiato alla luce di quello che è accaduto? Qualcuno si è tirato indietro per paura o tutti sono concordi nell’andare avanti?
«C’e stata grande unità e compattezza, si va avanti. C’è stato, però, anche qualche ripensamento, come penso sia normale. Queste persone non vanno condannate, ma supportate e capite, perché è giusto che ognuno si senta sereno quando affronta una scelta di questo tipo. Questo, comunque, non altera il progetto, che procede serenamente. Lancio però un appello: bisogna smetterla di avvicinare le persone per intimidirle. Ci sono soggetti, a Parabita, appartenenti a partiti o a gruppi politici ben chiari e identificati, che intimidiscono le persone per indurle a non fare una scelta libera e democratica nell’affrontare un’esperienza amministrativa, a prescindere da quale sia il gruppo o il progetto che vadano a scegliere. Qualunque cittadino parabitano deve essere libero di fare la sua scelta e non deve essere condizionato in alcun modo. Per noi, questo tipo di atteggiamento, che in questi ultimi giorni si sta verificando in maniera pressante, non ha nulla a che vedere con la legalità. È bene che tutti sappiano che questo agire è sinonimo di illegalità totale». 

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