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Il divieto

Tap, sindaco Melendugno vieta il prelievo di acqua dai pozzi: sostanze pericolose. L'azienda: c'erano già

L'ordinanza riguarda l'area lungo il cantiere del gasdotto: il motivo? Presenza di sostanze pericolose

Gasdotto Tap

MELENDUGNO - Il sindaco di Melendugno, Marco Potì, ha emesso un’ordinanza di divieto di prelievo di acqua dai pozzi nell’area del cantiere Tap in località San Basilio a San Foca di Melendugno, per superamento dei limiti di alcune sostanze pericolose come nichel, cromo e arsenico, vanadio e manganese la cui presenza è stata riscontrata in quantitativi superiori alla norma, in alcuni casi anche di cinque volte. Nell’ordinanza si rileva che Tap non avrebbe impermeabilizzato l’area di cantiere come previsto nella prescrizione A36 e A55 della VIA causando la dispersione in falda di sostanze pericolose. Il divieto contemplato nell’ordinanza ha validità per 30 giorni a decorrere dal 24 luglio e, comunque, «fino alle determinazioni che saranno assunte di concerto con le competenti altre autorità».

L’ordinanza prevede anche l’immediata sospensione di qualsiasi attività e lavorazione nell’area interessata da parte di Tap e di qualsiasi altra ditta incaricata per 30 giorni, fermo restando che i lavori e le attività di cantiere sono sospesi, come da crono-programma, fino al 30 settembre.

Nell’intera interessata dovranno essere condotte accurate indagini geofisiche per definire il quadro particolareggiato della falda idrica. Il sindaco rimarca inoltre che «sulla base degli esiti dello studio dovrà essere predisposto uno specifico piano di monitoraggio ante, durante e post operam, da definire in accordo con le autorità competenti, sulle sorgenti presenti lungo il tracciato e potenzialmente interessate dai lavori previsti per la realizzazione del micro tunnel». 

L'AZIENDA: PRESENTI PRIMA DEI LAVORI - Elementi quali «Nichel, Arsenico e Manganese, erano già presenti in falda già prima dell’inizio dei lavori» per la realizzazione del gasdotto Tap. E’ quanto afferma in una nota la multinazionale che sta realizzando l’approdo del gasdotto a Melendugno.

«Nel corso delle attività previste dal Progetto di Monitoraggio Ambientale approvato dal Ministero dell’Ambiente - precisa la nota - Tap sta conducendo fin dal luglio del 2016 attività di campionamento delle acque sotterranee relative alla falda superficiale attraverso una rete di piezometri localizzati intorno all’area di cantiere del microtunnel in località San Basilio». «Per alcuni elementi, quali Nichel, Arsenico e Manganese - è detto ancora - i superamenti dei limiti erano stati riscontrati anche prima dell’inizio dei lavori ed hanno trovato conferma durante l’esecuzione degli stessi. TAP ha prontamente trasmesso gli esiti a tutti gli Enti coinvolti, con cui sta collaborando con incontri specifici, e ha intrapreso una serie di controlli accurati, anche con la collaborazione delle imprese esecutrici dei lavori condotti nell’area».

«Le prime verifiche effettuate - è detto - confermano che tutti i materiali utilizzati in cantiere sono conformi alle normative vigenti e che le procedure ambientali previste dal Decreto VIA e dalle sue prescrizioni sono state seguite scrupolosamente». «La sicurezza e la salvaguardia dell’ambiente - conclude la nota - costituiscono una priorità assoluta per TAP, che sta procedendo con ulteriori monitoraggi e analisi in coordinamento con gli organi di controllo preposti e tenendo prontamente informati tutti gli Enti coinvolti sui relativi risultati».

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