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Il nuovo millennio fra prospettive e paure

Il nuovo millennio fra prospettive e paure

Il nuovo millennio fra prospettive e paure

 
Annabella De Robertis

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Annabella De Robertis

Il nuovo millennio fra prospettive e paure

Franco Cassano: il Sud sia più autonomo

Sabato 31 Dicembre 2022, 07:17

«Cari nipoti, un giorno nel 2050, quando sfoglierete la Gazzetta di questo 31 dicembre 1999, con un sorriso di tenerezza capirete con quale stato d’animo siamo entrati nel 2000»: così Lino Patruno, in prima pagina su «La Gazzetta del Mezzogiorno» di 23 anni fa, inizia il suo ultimo editoriale del XX secolo. «Ci siamo entrati ricordando le due foto che racchiudono il bene e il male del 1900: il bambino ebreo con le mani in alto nel ghetto di Varsavia, i due astronauti americani sulla luna. Mai nessun secolo aveva dato tanti progressi all’umanità. Eppure mai nessun secolo come questo secolo straordinario ha avuto 120 milioni di morti in guerra. E si è chiuso nell’orrore di guerre non meno crudeli, dalla pulizia etnica nel Kosovo, ai massacri in Ruanda, e a Timor Est, alla terra bruciata in Cecenia..».

Intanto, in ogni parte del mondo è partito il conto alla rovescia verso il terzo millennio. È già panico per il “Millenium Bug”: «Allerta per il baco che può allarmare i computer!», si legge sulla «Gazzetta». Palazzo Chigi ha diramato una nota per affrontare quella che potrebbe essere una catastrofe digitale di portata mondiale: si teme, infatti, che gli orologi non siano predisposti a registrare l’arrivo del 2000 e che, quindi, i dispositivi possano tornare indietro di un secolo. «Quanto ci costa il Millenium bug? Mettere al passo gli elaboratori per il cambio di data da ‘99 al 2000 sembra sia stata un’operazione ultra dispendiosa per il pianeta: sono stati spesi oltre un milione e 200mila miliardi, più di quanto costò la guerra nel Vietnam». Non si sa esattamente quali conseguenze potrebbero verificarsi in diversi settori, dal trasporto aereo alla produzione di energia elettrica, ma «gli esperti invitano alla tranquillità». Nelle pagine interne Oscar Iarussi intervista il sociologo Franco Cassano, «autore di saggi ispirati dal mare e ad esso costantemente rivolti, che hanno accreditato il Sud come soggetto autonomo della politica e della cultura, finalmente libero sia dal teorema del sottosviluppo, sia dal conseguente vittimismo». Cosa aspettarsi dal Duemila? «Nel Mediterraneo è relativo» – risponde Cassano – «giacchè i calendari ebraico e musulmano scandiscono il tempo in maniera del tutto diversa. C’è il rischio di un colonialismo culturale anche nell’enfasi sul nuovo millennio». E sull’avvenire del Sud: «Il Mezzogiorno deve cominciare a concepire una propria politica estera: non sto parlando di un leghismo meridionale, ma di un’autonomia dell’immaginario, dell’imparare a considerarci un nodo di collegamento. Non si può superare il Mezzogiorno assistito, se non si supera l’emarginazione del Sud nel contesto europeo», conclude Cassano.

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