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Arriva dalla Francia la spinta all’Europa

Arriva dalla Francia la spinta all’Europa

La «Gazzetta del Mezzogiorno» del 21 settembre 1992

Il 21 settembre di trenta anni fa sulla «Gazzetta» il sì al Trattato di Maastricht

21 Settembre 2022

Annabella De Robertis

«Europa, grazie Francia»: il 21 settembre di trent’anni fa si raggiungeva un traguardo importante nel lungo e complesso percorso dell’integrazione europea. Si è svolto, in Francia, il referendum proposto dal Presidente della Repubblica François Mitterrand nel giugno 1992 per l’approvazione del Trattato di Maastricht: circa il 71 percento dei 38 milioni e 300 mila elettori aventi diritto ha partecipato al voto. «La ratifica degli accordi comunitari da parte degli elettori francesi è avvenuta con un margine ristretto (50,5 per cento), ha annunciato il ministro degli interni un’ora dopo la chiusura dei seggi, ma è in ogni modo un risultato ora acquisito», si legge su «La Gazzetta del Mezzogiorno». «L’impatto immediato di questo risultato sulla situazione europea va ben al di là dell’esiguità del vantaggio dei voti favorevoli su quelli contrari»: è il commento unanime.

Il 7 febbraio 1992 a Maastricht i rappresentanti dei governi dei 12 Paesi membri della Comunità economica europea, l’organizzazione internazionale nata a Roma nel 1957, hanno firmato il trattato istitutivo dell’Unione europea. Il progetto concordato nella città olandese prevede la nascita della Comunità europea (CE), l’istituzione di una una cittadinanza europea e la condivisione da parte dei Paesi membri della politica estera e della politica di sicurezza. Si definiscono, inoltre, le tappe per raggiungere, entro il 1999, l’Unione economica e monetaria attraverso la creazione di una moneta unica e di una Banca centrale europea.

«Una Francia divisa poco più che a metà ha dato ieri il segnale di via libera alla continuazione della costruzione europea secondo gli obiettivi di unione monetaria e politica fissati dagli accordi di Maastricht». Il presidente Mitterrand ha dichiarato che la Francia con il suo voto «non solo assicura il suo avvenire, consolida la sua unità e rafforza la pace, ma dimostra di essere ancora e sempre in grado di ispirare l’Europa». Il presidente del Consiglio italiano Giuliano Amato commenta: «Ho tirato un sospiro di sollievo. Se l’elettorato francese non avesse votato sì, un lavoro quarantennale sarebbe caduto in pezzi e con danni irreparabili». La ratifica degli accordi avverrà tramite referendum anche in Irlanda e in Danimarca (in cui inizialmente prevarrà il no). In Italia, invece, sarà sottoposta alla discussione in Parlamento: con 403 voti favorevoli, 46 contrari e 18 astenuti la Camera approverà il Trattato, che entrerà effettivamente in vigore il 1° novembre 1993.

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