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In Puglia e Basilicata

La macchina del tempo

Così vent’anni fa iniziava il boom del turismo in Puglia

Così vent’anni fa iniziava il boom del turismo in Puglia

La regione, scriveva il direttore Lino Patruno, è diventata di tendenza nella letteratura, nella gastronomia, nel cinema, nella televisione

07 Agosto 2022

Annabella De Robertis

«Puglia di moda nell’estate del granturismo»: così il direttore de «La Gazzetta del Mezzogiorno» Lino Patruno, nell’agosto 2000, registra l’avvio di una nuova fase per la regione. «Mai come quest’anno c’è stata una coda tanto lunga al casello autostradale di Bari: un fiume ininterrotto di auto è entrato in Puglia. E altre ne sono annunciate per tutto agosto. Ogni giorno charter su charter scaricano migliaia di turisti all’aeroporto di Brindisi. Ovunque sono segnalati vip dello spettacolo della politica, dell’economia, della cultura».

Se il difetto della Puglia è sempre stato non sapersi vendere, sostiene il direttore, sembra adesso aver definitivamente imparato. «Non si porta qui gente da tutta Italia e da tutta Europa soltanto per caso. La concorrenza turistica è talmente serrata che non si vince senza almeno una condizione migliore degli altri. E sappiamo che non bastano sole e mare ad un turista che non si accontenta più di fronte all’offerta di sempre nuovi Paesi, sempre nuovi paradisi veri o presunti. Chi viene in Puglia sa cosa trova. Coccolato dall’alba alla notte come si pretende ora. Soddisfatto in tutte le sue esigenze. Il turismo è una catena di montaggio di servizi che non si può più improvvisare, non si può più limitare alla buona volontà e all’innata capacità di accoglienza dei pugliesi, sempre pronti a fare qualcosa per l’ospite, a farlo sedere alla sua tavola».

La regione, scrive il direttore, è diventata di tendenza nella letteratura, nella gastronomia, nel cinema, nella televisione. «La Puglia è di moda perché, nonostante guasti e scempi è riuscita a rimanere se stessa, ha schivato fino ad ora la plastica che uccide l’anima. C’è sempre in Puglia un profumo improvviso, un colore inaspettato, un suono lontano, il sollievo di un mare, un respiro di secoli, uno sguardo di bontà, una magia misteriosa, una notte sommessa, la sensazione di un dio che accompagnano il visitatore. C’è, nell’aria pur inquieta di Puglia, una pietà perduta che si sente e che porta qui i pellegrini a caccia di un motivo per ricominciare sempre. E c’è la frontiera come destino, l’ansia di andare sempre più in là stimolante come una brezza». Ventidue anni prima di finire, a fronte di servizi sempre più scarsi e inadeguati, tra le mete più costose al mondo – appena dopo New York e Vancouver – agli albori del nuovo millennio raggiungevamo i primi successi nel campo del turismo: «La Puglia è la grande moda di quest’anno. E la regione vive la febbre di questo suo boom del Duemila, un’estate indimenticabile».

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