Un detenuto di 33 anni avrebbe aggredito con un pugno al volto un assistente capo della polizia penitenziaria nel carcere di Taranto, costringendolo alle cure ospedaliere. L’uomo, di origini baresi e in attesa di giudizio per reati contro il patrimonio, era recluso al terzo piano del padiglione Mar Grande dell’istituto tarantino e avrebbe preteso di circolare liberamente nel reparto anziché restare nella propria camera di pernottamento come previsto dal regolamento. Al detenuto sono stati sequestrati anche un telefono cellulare e sostanze stupefacenti.
Lo riferisce Federico Pilagatti della segreteria nazionale del Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria) aggiungendo che «nelle carceri pugliesi la violenza è ormai fuori controllo, in un clima da far west che mette a rischio la sicurezza del personale e dei detenuti più deboli».
Il sindacato denuncia un sovraffollamento che in Puglia tocca il 180%, con oltre 4.500 presenze a fronte di 2.600 posti, e sottolinea che a Taranto i detenuti hanno superato quota 800 per circa 350 posti regolamentari.
Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, lunedì e martedì sarà in Puglia per «portare solidarietà agli agenti feriti» e visitare gli istituti di Brindisi, Lecce e Taranto. Al Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) il sindacato chiederà «di decongestionare subito le carceri pugliesi e di assegnare almeno 400 nuovi poliziotti per ristabilire legalità e sicurezza», conclude Pilagatti.
















