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Genova, quel tragico G8 di sangue

Genova, quel tragico G8 di sangue

Il titolo in prima pagina su «La Gazzetta del Mezzogiorno» del 22 luglio 2001

22 Luglio 2022

Annabella De Robertis

«La guerra di Genova» è il titolo in prima pagina su «La Gazzetta del Mezzogiorno» del 22 luglio 2001. «293 feriti, città offesa»: nel capoluogo ligure si sta tenendo il G8. Due giorni prima le manifestazioni dei no-global sono culminate nella morte di un ragazzo, Carlo Giuliani. Non solo la città ma l’intero Paese appaiono sconvolti. «Violenti scontri lungo il percorso del corteo (300mila partecipanti) degli anti-global. A provocare gli incidenti gli anarchici del Black Block. Il bilancio è di 293 feriti, molti uomini delle forze dell’ordine, e oltre 70 arresti. Devastati negozi e banche, auto e cassonetti incendiati».

L’inviato della «Gazzetta» Stefano Boccardi racconta un’altra storia, quella che poi si rivelerà la più autentica. Raccoglie le voci di ragazzi baresi, di sacerdoti, di volontari: «Ci hanno lanciato addosso i black block. E poi ci hanno attaccato con i lacrimogeni. Dal basso. Dall’alto. Da tutte le parti. Noi eravamo al centro del corteo. E loro, i poliziotti, hanno fatto di tutto per non farci arrivare in piazza Giacomo Ferraris: ora non ho alcun dubbio. L’ho visto con i miei occhi. Sono stati proprio i poliziotti a permettere che i cosiddetti anarchici devastassero tutto. Potevano fermarli tranquillamente. È assurdo. Ci hanno trattato come bestie. A noi che eravamo a mani nude, mentre i “neri” continuavano indisturbati a spaccare tutto». Margherita Ciervo – ecologista non violenta, portavoce del GSF pugliese – piange come una bambina. Appare sconvolto anche don Angelo Cassano, parroco della chiesa San Giovanni Bosco al quartiere San Paolo di Bari. «Sono angosciato. Ci hanno riempiti di botte e lacrimogeni. Prima e dopo la manifestazione. Eravamo attaccati da tutte le parti. Dai black block e dai poliziotti». Don Angelo non ha dubbi: «I poliziotti volevano solo menare. E si sono serviti abilmente degli anarchici». Boccardi annota: «Doveva essere ed in parte è stata una manifestazione pacifica. Organizzata perfettamente solo in prima linea: quel corteo doveva essere controllato anche in coda. Ma ciononostante è arrivato a destinazione. Sul palco di piazza Ferraris si sono alternati i leader internazionali del movimento no-global. “Una vittoria” l’hanno definita tutti, ma – va detto – una vittoria amara, pagata col sangue di Carlo Giuliani e con le ferite di tanti giovani, venuti a Genova, forse un po’ ingenuamente, solo per protestare pacificamente».

Solo dopo settimane verranno alla luce le altre violenze compiute dalla polizia nei confronti dei manifestanti, il sangue versato nella scuola Diaz: le forze dell’ordine della democratica Italia, a Genova, hanno mostrato un altro volto. Era il luglio di ventuno anni fa.

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