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L’Italia si sveglia col nuovo presidente

L’Italia si sveglia col nuovo presidente

Svolta dopo una lunga trattativa tra i partiti

09 Luglio 2022

Annabella De Robertis

È il 9 luglio 1978: l’Italia si sveglia con un nuovo presidente della Repubblica. «La Gazzetta del Mezzogiorno» titola «Una unità nuova sul nome di Pertini». Al sedicesimo scrutinio, Sandro Pertini è stato finalmente eletto capo dello Stato, il settimo della storia del nostro Paese. Nato in provincia di Savona nel 1896, combatté nella Grande Guerra e fu tra gli animatori dell’antifascismo ligure. Perseguitato dal regime, condannato a 11 anni di carcere (trascorse anche alcuni mesi a Turi), fu confinato a Ponza e Ventotene. Con la caduta del fascismo ricostituì il Partito socialista e fu protagonista della lotta di liberazione nazionale. Segretario del Psi, direttore dell’Avanti, per diverse legislature senatore e deputato (a partire dalla Costituente), nel 1968 fu eletto Presidente della Camera.

Nel giugno 1978 il capo dello Stato Giovanni Leone, travolto dallo scandalo Lockheed e dalla tragedia del rapimento e della morte di Aldo Moro, si dimette. Si apre, così, la corsa al Quirinale, ma non c’è accordo tra i partiti. Finalmente, l’8 luglio 1978, la svolta: l’inviato della Gazzetta Antonio Rossano racconta: «Quota 506 era stata raggiunta dal nome di Sandro Pertini. È stato un applauso lungo, intenso, senza isterismi: un applauso che ha accomunato democristiani, socialisti, comunisti, socialdemocratici, repubblicani, liberali, radicale e demoproletari. Gli elettori si sono levati in piedi: seduti soltanto missini e parlamentari di Democrazia nazionale».

Rossano non può risparmiare ai lettori un tocco di colore sull’umanità del nuovo Presidente: «La giornata di Pertini era cominciata alle 8.40 quando è uscito dal palazzo di piazza Trevi, davanti alla famosa e fotografatissima fontana. Una scorta discreta ma per lui inconsueta: si è fermato guardandosi alle spalle ed ha chiesto al giovane agente “Lei ce l’ha la fidanzata?” “Sì” ha risposto l’agente “E allora ascolti me, vada a fare una passeggiata con lei. Io dirò che è stato tutto il tempo con me”!».
Pertini è eletto con l’83,6% dei consensi: ancora oggi, è il presidente più votato della storia della Repubblica. «L’eccezionale linea dritta della sua vita morale, politica ed umana, la sua ineguagliabile fiera ed eroica coerenza, sono alla stesso tempo il suo straordinario biglietto da visita e un patrimonio acquisito per la storia della nuova Italia, un patrimonio che gratifica anche tutti noi, un punto di orientamento e di garanzia del nostro riscatto», scrive Oronzo Valentini. Pertini rimarrà in carica fino al 1985: alla guida del Paese, affronterà una delle fasi più complesse della seconda metà del Novecento, riuscendo ugualmente a riavvicinare gli Italiani alle istituzioni.

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