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Bari, Tangorra scommette su Carrera

Bari, Tangorra scommette su Carrera

Ha la leadership per guarire i biancorossi. Ma col Monopoli sarà una sfida ricca di insidie

«Bari e Monopoli sono piazze che porto nel cuore, storie che hanno colorato la mia carriera a 360°». A parlare così è Massimiliano Tangorra, ex ex abbastanza ingombrante visto che in entrambi i club è stato capace sia di fare il calciatore che l’allenatore, anche se in biancorosso solo a livello di settore giovanile. La sfida di domani sera al «San Nicola» si presta a tante chiavi di lettura. Per mille e un motivo non sarà una partita abbastanza delicata.

Del Bari sappiamo tutto. La sua città, la squadra del cuore. Ma anche Monopoli...
«Tanti ricordi che hanno creato un rapporto affettivo importante. Al Gabbiano è legata la mia prima, vera esperienza da calciatore. Dopo l’esordio, da giovanissimo, nel Bari sono andato a giocare a Monopoli con Papadopulo in panchina, in serie C. Poi ci sono tornato durante la gestione di Dino Bitetto. Arrivammo fino ai playoff dove fummo eliminati dal Benevento».

Poi c’è stata l’esperienza da allenatore. Non è finita benissimo anche se con lei alla guida tecnica il Monopoli ha provato l’ebbrezza del primo posto.
«Per me è stata una parentesi positiva. Siamo andati oltre le aspettative, nei programmi di inizio stagione c’era scritto obiettivo salvezza. Si è deciso di cambiare e ne ho preso atto. Ma credo di aver fatto un buon lavoro».

Che partita si aspetta domani sera?
«Il Monopoli può giocarla con la testa più libera. Ha pochissimo da perdere, forse nulla. Il Bari, invece, deve venir fuori dal tunnel nel quale si è cacciato».

Se l’aspettava un campionato così difficile?
«Onestamente no. Anche se mi è parso subito chiaro che al Bari mancasse qualcosa sul piano caratteriale. Ha calciatori di qualità ma a certi livelli servono leader. Antenucci è quello tecnico, Di Cesare ha forse la capacità di farsi sentire. Ma per il resto poca roba».

Via Auteri, fiducia a Carrera. Che ne pensa?
«Quando il Bari ha vinto il campionato di B, stagione ’88-’89, io ho esordito in maglia biancorossa. E in quella squadra c’era Massimo. A lui non mancano le capacità per essere un ottimo uomo-guida».

Da dove si comincia quando ci si ritrova a gestire situazioni così?
«Dalla parte mentale. Carrera dovrà entrare nella testa dei calciatori che, ora, hanno finalmente la possibilità di dimostrare il loro valore. Un allenatore può fino a un certo punto. Quando cambia la guida tecnica finisce la stagione degli alibi. Massimo, ripeto, è una garanzia».

Vede la possibilità di immediate novità sul piano tattico?
«Perché no? Non sono d’accordo quando si dice che è sbagliato cambiare subito. Dipende, aggiungo. Basta mettere gli uomini al posto giusto».

Auteri si era un po’ impantanato sulla difesa a 3.
«Ogni allenatore ha le sue idee. Io, per esempio, avrei puntato sul 4-2-3-1».

C’è qualche calciatore che ne trarrebbe beneficio più di altri?
«Queste sono cose che dovrà valutare Carrera. Da fuori è sempre problematico farsi un’idea precisa. Ma, per esempio, Rolando a tutta fascia mi lascia un po’ perplesso. Lui è uno che fa paura quando va in progressione, è un esterno che sa soprattutto attaccare. E allora io gli metterei dietro un terzino più conservativo, penso a Sarzi Puttini. Vedremo quello che deciderà Massimo, che certo non ha bisogno dei miei consigli. È un professionista top. Spero davvero possa fare bene con il mio Bari».

Qual è, oggi, il vero obiettivo del Bari, oggi?
«Difendere il secondo posto, che poi è stato già perso anche se l’Avellino ha una partita in più. È troppo importante arrivare in quella posizione, i vantaggi sono determinanti. Tutto sta a ritrovarsi, però. La classifica, in questo momento, va in secondo piano»

E il Monopoli?
Credo sia in linea con i programmi. C’è stato un ridimensionamento, mi par di capire. Hanno cambiato molto sia in estate che a gennaio. Poi sarà il campo a dire se c’è la possibilità di puntare a qualcosa in più della salvezza. In quest’ottica la sfida contro la Cavese potrebbe essere un crocevia».

NOTIZIARIO Buone, notizie, intanto dal campo di allenamento. Ieri mattina Cianci si è allenato con il resto del gruppo lasciando aperta la porta per una sua convocazione. Sarebbe già tanto rivederlo in panchina anche se, alla luce della delicatezza del suo infortunio (fascia plantare), la prudenza resta d’obbligo.

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