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Bari calcio, addio a Gigi Frisini ex biancorosso e dirigente sportivo

Bari calcio, addio a Gigi Frisini ex biancorosso e dirigente sportivo

Era stato uno dei promotori del museo dello sport

BARI - E’ morto a 77 anni l’ex calciatore del Bari Gigi Frisini. Dirigente sportivo, era un apprezzato commentatore sportivo, nonché promotore dell’associazione 'Lo stadio dei sognì e di numerose iniziative di solidarietà con le vecchie glorie biancorosse. Negli ultimi anni era stato in prima linea al fianco dell’amministrazione comunale nel progetto di un museo dello sport barese.

Aveva iniziato nelle giovanili del Bari negli anni sessanta. Si definiva con l’autoironia che lo contraddistingueva «un antico romantico del calcio, quando era solo passione. Ero molto scarso come giocatore, ma avevo carisma e ho sempre fatto il capitano in tutte le squadre in cui ho giocato. Ho finito di indossare le scarpe con i tacchetti a 37 anni...».
I funerali si terranno domani alle 16,30 nella Cattedrale. 

IL CORDOGLIO DI EMILIANO - «Era un amico di poche parole, vero, leale, che faceva scherzi anche crudeli, come nei riti iniziatici degli spogliatoi di tutti gli sport": così il governatore della Puglia Michele Emiliano, ricorda lo sportivo Gigi Frisini, ex calciatore del Bari, dirigente sportivo e commentatore sportivo, morto oggi a 77 anni.
Emiliano ne traccia un profilo «dall’andatura altalenante per le gambe martoriate da mille partite e da tante entrate assassine», con «quel naso storto e schiacciato» che negli anni è diventato «dolce e malinconico, consapevole del tempo che inesorabilmente passava».
E aggiunge: «Ho perso un amico che ho ammirato sin da ragazzino, quando lo vedevo uscire dal nostro comune condominio di viale Unità d’Italia 25, con donne stupende trasportate su auto sportive che sbalordivano noi adolescenti. Apparteneva ad un’elite di persone perbene, che in amicizia e sportività, amavano il calcio sopra ogni altra cosa, senza mai cadere nel fanatismo. Rimanevano obiettivi amanti del gioco, tifosi solo del Bari».
Infine Emiliano ricorda l’amicizia familiare con Frisini: "Mio Padre - al quale Gigi era legato e col quale aveva giocato qualche partita amatoriale dopo che entrambi avevano lasciato il calcio - aveva la sua stessa espressione feroce e dolcissima». "Una faccia, la loro - sottolinea Emiliano - che non aveva paura di niente e che doveva far paura per almeno 90 minuti alla settimana. Entrambi amavano il calcio e 'sapevano trattare la pallà».
«Mi aveva detto che tutto stava andando bene, passando a piedi sotto casa mia, forse per non darmi pensiero. Mi sembra impossibile che anche lui - conclude - abbia perso proprio la partita più importante». 

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