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Cornacchini e il Bari totale dal modulo cangiante

Cornacchini (foto Luca Turi)

Bari, la prima al San Nicola con Viterbese: una storia di intrecci

L'ex stopper Sibilano: le vittorie con Carboni e poi il gran ritorno in biancorosso

BARI - Una sfida, mille storie che si intrecciano. Bari-Viterbese segnerà il debutto interno (domani alle 17,30, allo stadio San Nicola) dei biancorossi nel campionato di serie C. Uno scontro inedito pur nella lunga storia dei galletti. Eppure, sono diverse le vicende che legano i due club. A cominciare dagli ex: il tecnico dei pugliesi, Giovanni Cornacchini ha guidato i laziali nel 2016-17 ed in quell’avventura incrociò Samuele Neglia che a Viterbo ha trascorso tre anni (due in D, uno in C). Salteranno il confronto con il Bari per infortunio, invece, sia Giuseppe Scalera, nato ad Acquaviva delle Fonti e cresciuto nel settore giovanile barese fino a collezionare tre presenze in prima squadra (nel 2016-17), sia Andrea De Falco (33 anni, 65 presenze e sei gol con il Bari dal 2011 al 2014).

Cornacchini e Giovanni Lopez (allenatore della Viterbese), peraltro, erano nella rosa del Vicenza che nel 1997 conquistò una storica Coppa Italia. Ma c’è una vicenda ancor più particolare. Nel 2004, il Bari scampato alla retrocessione in C grazie al ripescaggio, costruì la nuova ossatura su quella della Viterbese che solo in finale dei play off con il Crotone vide svanire la promozione in B. Oltre il tecnico Guido Carboni, dalla compagine laziale arrivarono l’attaccante Vincenzo Santoruvo, il centrocampista Alessandro Gazzi, l’esperto difensore centrale Stefano Bianconi che faceva coppia con il barese purosangue Lorenzo Sibilano. Proprio l’ex stopper, oggi 41enne, tra ricordi ed attualità legge la sfida di domani.

«ll Bari - racconta Lorenzo Sibilano - è la squadra per cui ho sempre tifato, indossarne la maglia è stata la gioia più grande della mia carriera. Alla Viterbese, però, vissi un torneo magico: partimmo per salvarci e sfiorammo la promozione. Proprio quell’exploit mi consentì di tornare in biancorosso e di avere quella fiducia che in passato non mi era stata concessa».
Quel Bari edizione 2004-05 aveva una forte anima proveniente dalla Viterbese.

«Sì e contò tanto. Perché in quattro conoscevamo il mister Carboni, le sue idee. Erano anni difficili per la società, chiamata a ripartire dopo il pericolo della caduta in C. Malgrado il San Nicola fosse semivuoto, disputammo due campionati positivi, mantenendo la categoria».

L’atmosfera sarà molto diversa da allora.
«Il fallimento è stato un duro colpo da digerire e la C è ancora una categoria non accostabile ad una piazza come Bari. La città, però, sta cercando di rialzarsi e di ritrovare entusiasmo, grazie ad una proprietà che vuole vincere e lo sta dimostrando con investimenti notevoli».

Da tecnico è stato vice di Davide Dionigi e ha studiato a fondo il girone meridionale di C: il Bari è davvero la squadra più forte del raggruppamento?
«Sì, la truppa di Cornacchini ha qualcosa in più per ampiezza di organico e qualità degli interpreti. Ma non c’è un abisso con compagini come Reggina, Ternana, Catanzaro, Catania e Teramo che, furbescamente, si stanno nascondendo lasciando che il Bari sia considerata favorita assoluta. I galletti hanno tutto per centrare la promozione, ma ci sarà da lottare ed il pubblico deve incassare con gioia anche i punti pesanti che vengono dopo una prestazione non esaltante. C’è sempre tempo per migliorare il gioco, ma ora contano i risultati ed il successo colto all’esordio con la Sicula Leonzio non era affatto scontato».

Che gara sarà domani contro la Viterbese?
«Viterbo ha grande passione per il calcio e spesso ha avuto proprietà ambiziose. Verranno al San Nicola con entusiasmo dopo il successo sulla Paganese. Ma l’atteggiamento tattico sarà il medesimo di qualunque avversario del Bari: si chiuderanno e proveranno a ripartire. Perciò, va bene che Antenucci e compagni mantengano compattezza, attenzione e pazienza per trovare il momento giusto per colpire. Siamo all’inizio: servono i successi per fare classifica e costruire l’autostima».

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