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Movimento 5 Stelle

 

In vista della direzione Pd

Emiliano, nuovo attacco a Renzi
«Con lui solo fratture. Ora ha paura»

Michele Emiliano

12 Febbraio 2017

Servono figure diverse, quindi non è escluso che il segretario del partito rimanga diverso dal premier». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, possibile sfidante di Renzi alla guida del Pd, nel corso di una intervista a RaiNews24. La giornalista ha chiesto a Emiliano se crede a Renzi quando dice che lui potrebbe non essere il candidato premier. «Questo è certo - ha detto Emiliano - perché per il livello di fratture che ha provocato con quasi tutte le forze politiche alleate e con gli avversari, siccome col nuovo sistema elettorale bisogna trovare una maggioranza che tenga insieme probabilmente più partiti perfino forse oltre lo schieramento di partenza, è evidente che la sua personalità così forte e definita sarebbe difficile da utilizzare come collante di una coalizione».

«Purtroppo - ha concluso - a causa degli errori commessi dal Partito democratico noi siamo tornati indietro perfino con la legge elettorale. Abbiamo una legge elettorale da Prima Repubblica, un disastro».


Su Renzi ha detto: «Non lo voleva fare il Congresso, adesso lo fa. Evidentemente si deve essere spaventato della nostra raccolta di firme e dell’ipotetico referendum per chiedere il Congresso». Rispondendo alla giornalista che gli faceva notare che domani a Roma, nel corso dell’assemblea del Partito democratico, il segretario potrebbe presentarsi dimissionario, Emiliano ha detto "ci dovrebbe essere un Congresso, quindi» e che «pare che Renzi ceda». Emiliano ha rilevato allora che, «ammesso che stanotte non succeda nulla, perché siamo abituati alle sorprese, probabilmente inizia il percorso congressuale: il che significa - ha sottolineato - che il segretario si dimette». «Le sue dimissioni - ha spiegato Emiliano - verranno motivate perché lui spiegherà perché si dimette prima del tempo». «Spiegherà - ha concluso - che si apre un processo che è un pò complicato, devo dire, però è l’unico meccanismo democratico che esiste nei partiti italiani».

Comunque, non è da escludere che domani Emiliano parli in Direzione al Pd. «Se non è un one man show - ha detto- credo di sì. Anche se domani sa che ha combinato (Renzi, ndr)? Ha invitato tutti i deputati, quindi verranno centinaia di persone che non fanno parte della direzione. Poi ha invitato tutti i segretari provinciali, poi c'è anche il ministro dell’Economia». «Quindi - ha rilevato Emiliano - la direzione, che doveva servire a dare un indirizzo a questa fase politica, è una kermesse». «Ora - ha aggiunto Emiliano - per il gusto di andare a vedere cosa dice può darsi pure che ci vada, però ha perso il suo senso e soprattutto tutto questo non l’ha deciso con nessuno». «Cioè - ha precisato - è una decisione solitaria e un partito non si guida con decisioni solitarie». "Tu - ha detto Emiliano - puoi essere il capo, ma non quello che ogni volta che le cose non quadrano prendi il pallone e te ne vai».

Sulla durata dell'attuale governo, Emiliano ha detto che Gentiloni «deve durare perché è nell’interesse del Paese. Gentiloni è un servitore della Repubblica: so che questo concetto al nuovismo 'renzianò non è proprio chiarissimo, ma servire la Repubblica è una bellissima cosa». «Io - ha aggiunto - l’ho fatto per tutta la vita: sono trent'anni che serve questo paese in vari ruoli, ho trovato anche la felicità individuale servendo la Repubblica». «E Gentiloni - ha concluso - credo sia uno di quelli che la pensa come me».

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