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«Colpiti da un rione senza giochi» il dono

Niccolò Fabi e la compagna Shirin: la scelta di creare un parco bimbi ai Tamburi il cantante ieri era a martina

Niccolò Fabi: «Colpiti  da un rione senza giochi»

maria rosaria gigante

Un’intera giornata di festa. In tantissimi ieri hanno preso parte nella masseria Mangiato, a Martina Franca, all’iniziativa organizzata dalla fondazione onlus «Le parole di Lulù» nata nel 2010 per volontà del cantautore romano Niccolò Fabi e della sua compagna Shirin Amini che hanno perso la loro bimba, Olivia, ossia Lulù. In questa intervista alla «Gazzetta», Niccolo e Shirin raccontano come negli anni il ricordo di Lulù sia diventato occasione di felicità per tanti altri bimbi. A Taranto l’obiettivo è la realizzazione di un parco giochi nel quartiere Tamburi, un progetto presentato e sostenuto da Associazione culturale pediatri di Puglia e Basilicata, Ail Taranto e Arciragazzi Taranto.

Come è iniziato tutto?

«La prima volta, ad un anno dalla morte di Lulù, nostra figlia - racconta Shirin -, c’è stato un mega concerto con la partecipazione straordinaria di tanti colleghi con cui c’era voglia di stare uniti. Poi abbiamo capito che quella straordinarietà non si sarebbe, e per fortuna anche, mai più ripetuta e allora abbiamo deciso di fare, in occasione della data di compleanno di Olivia, una festa per bambini. Ora, dopo sei anni, abbiamo deciso di muoverci da Roma. Ogni anno ci sarà un luogo diverso».

Eravate il Primo Maggio a Taranto. Che cosa vi ha portati a fare questa scelta?

«Quando abbiamo incontrato il palco del Primo Maggio - dice Shirin -, abbiamo capito che qui c’era un grosso problema. Essendo noi una piccola associazione con la fortuna di avere Niccolò che ha dei fan e dei sostenitori, abbiamo capito che potevamo accendere delle scintille. Poi abbiamo fatto un giro al quartiere Tamburi e visto l’Ilva. Ci ha fatto impressione il fatto che i bambini non avessero un luogo in cui giocare e allora ci siamo detti, ok, proviamo a fare un parco giochi libero e protetto». «Un conto - afferma Niccolò - è conoscere quella realtà, altro è entrare emotivamente in contatto con le persone e con i loro mondi. Ed allora l’occasione di fare la nostra manifestazione fuori da Roma ha incontrato questa storia. Il nostro piccolo gesto di certo non risolverà la problematica dell’inquinamento, ma forse servirà a far sentire leggermente meno sole le persone in difficoltà».

C’è già un progetto definito?

«Lo si sta modulando, è un progetto complesso. Occorre individuare il luogo e per questo abbiamo visto due aree dello Iacp».

Seguirete il progetto nella fase di attuazione?

«Con la fondazione seguiamo sempre i nostri progetti dall’inizio alla fine, non li abbandoniamo fino alla fine ed anche dopo. Man mano che crescono i progetti, cresce anche il nostro impegno».

Di quali progetti andate maggiormente orgogliosi?

«Sono tutti uguali, è un po’ dire qual è un figlio preferito. E’ difficile. Certo, il primo in Angola in Africa, con quei bambini africani, è un po’ particolare. Però, anche l’ultimo, la casa dei bimbi alla periferia di Roma, è un luogo in cui ci stiamo sempre. Ma c’è anche l’ambulanza donata al Bambin Gesù sull’onda emotiva dell’esperienza drammatica di perdere una figlia lì».

Aggiungerete qualcosa di vostro a quella che è la proposta iniziale fatta qui a Taranto?

«Di solito, lo facciamo. in Africa, ad esempio, siamo andati a dipingere farfalle sui muri dell’ospedale».

Canterete a Martina?

«Non ci sarà un concerto, ma poichè questo è un posto molto intimo, fatto di piccole piazze, le canzoni infine ci saranno. Senza palcoscenico».

Quali canzoni vi legano di più a queste iniziative?

«Mah - conclude Niccolò Fabi -, questa è una giornata in cui sono incidentalmente cantautore. Siccome, però, questa fondazione si chiama “Le parole di Lulù”, un punto di partenza è anche la canzone di Mina, “Parole parole”, forse l’unica canzone più direttamente legata a questa manifestazione».

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