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agricoltura green

Dal Salento la campagna
stop pesticidi
qui «zona non avvelenata»

niente veleni in agricoltura

di TIZIANA COLLUTO 

LECCE - In gergo, si chiama “medicina”, eppure sui campi su cui viene usata i contadini sono stati educati ad apporre i cartelli “zona avvelenata”. Si fa carico del compito arduo di ribaltare il loro linguaggio e di sfidare i più restii direttamente sul loro stesso terreno “Zona non avvelenata”, la campagna di sensibilizzazione contro l’uso di pesticidi in agricoltura. A lanciarla sono 18 Comuni, un Parco regionale, la Fondazione dell’Orto botanico dell’Università del Salento, 26 aziende bio, 30 associazioni, tra cui l’Isde nazionale (Associazione medici per l’Ambiente).

Una mobilitazione più che corale, dal Capo di Leuca al nord Salento, con una versione social che da giorni è diventata un tam tam su Facebook, dove, con hashtag #zonanonavvelenata, sono state pubblicate decine di foto di orti e oliveti con i cartelli appositi.
La campagna è stata ideata dall’associazione Casa delle Agriculture Tullia e Gino, già promotrice tre anni fa della prima petizione italiana contro la chimica in agricoltura.

Oggi, tutti sono chiamati a raccolta nella sede del primo vivaio della biodiversità di Puglia, in via Vecchia Lecce, a Castiglione d’Otranto. Lì, alle ore 18.30, si terrà un laboratorio pratico delle alternative, a cura di Spazi Popolari, per l’autoproduzione della soluzione calce-zolfo-cenere. Poi, a partire dalle ore 20, spazio al dibattito nell’oliveto: interverranno Luigi Russo, presidente Csv Salento; Paola De Paolis, assessore alla Salute del Comune di Andrano; Maria Grazia Serra, referente nazionale Isde. Verranno presentati in anteprima i dati Arpa Puglia sui residui chimici in frutta e verdura coltivata sul territorio regionale; si discuterà delle politiche possibili nei comuni e dei modelli di ordinanze sindacali adottabili; verranno illustrati gli effetti nocivi dell’impiego di fitofarmaci.

Al fianco del Salento che si mobilita ha deciso di esserci anche Isde Italia, Associazione medici per l’Ambiente, punto di riferimento assoluto sul tema. «I danni provocati dai pesticidi – ha spiegato per l’occasione Roberto Romizi, presidente nazionale - sono sempre più estesi e riconosciuti tanto che il risultato di questa contaminazione ha largamente superato le concrete possibilità di monitoraggio dei suoi effetti e di valutazione dei rischi che ne derivano. Nel frattempo, le legittime inquietudini espresse dai cittadini vengono minimizzate dall’industria chimica e dai suoi rappresentanti nelle sedi istituzionali, facendo uso di argomentazioni basate su una presunta “insufficienza di prove” della tossicità ambientale e sanitaria dei pesticidi».

A promuovere la campagna è un network di realtà impegnate in molti comuni della provincia di Lecce. Sono 30 le associazioni in prima linea, sostenute dal Csv Salento. A loro si affianca il Comitato Sos Salviamo ora il Salento, che riunisce 26 aziende bio. A farsi parte attiva è un nutrito gruppo di 18 Comuni: Alliste, Andrano, Calimera, Carmiano, Castrignano de’ Greci, Corigliano d’Otranto, Corsano, Cursi, Galatina, Martano, Melpignano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Salve, Specchia, Tiggiano, Tricase, Zollino. Anche il Parco regionale Otranto-S.M.di Leuca ha deciso di essere in trincea: il presidente Nicola Panico ha per l’occasione annunciato che «sarà deliberato un atto d’indirizzo per proporre ai Comuni del consorzio il passaggio da coltivazioni trattate a coltivazioni interamente biologiche».

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