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Il Salento si prepara
all'invasione di migranti

In Prefettura a Lecce riflettori accesi sul Canale d'Otranto

Il Salento si prepara  all'invasione di migranti

di Tiziana Colluto

LECCE - La parola d’ordine è una sola: trovarsi pronti. Il prefetto di Lecce, Claudio Palomba, avvia il piano preventivo di emergenza per l’accoglienza dei migranti, strumento ritenuto necessario per fronteggiare un eventuale sbarco di massa. Per questo, ieri mattina, ha convocato forze dell’ordine e i sindaci di undici Comuni, quelli di Lecce, Tricase, Gallipoli, Maglie, Otranto, Melendugno, Nardò, Casarano, Galatina, Squinzano e Copertino.

Il Salento guarda all’Adriatico consapevole che la slavina potrebbe essere alle porte: se i Balcani continueranno a sigillarsi, impedendo il passaggio via terra delle migliaia di persone bloccate ora in Grecia, una delle naturali valvole di sfogo sarà l’Albania. E da qui il Canale d’Otranto. Anche se, al momento, non ci sarebbero le condizioni per traversate massicce, non essendoci neanche imbarcazioni di grande capienza disponibili, come sottolineato da fonti investigative.

Ad ogni modo, ci si prepara al peggio, perché spaventano i numeri diffusi, da ultimo, dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che ha parlato del possibile arrivo di 150mila persone.

«È un vero piano preventivo quello che mettiamo in piedi – ha detto Palomba – al pari di quelli che si fanno di protezione civile e che all’occorrenza possono servire. Noi lo facciamo indipendentemente dal livello di allarme che, per il momento, è stato smorzato in conferenza regionale dei prefetti dallo stesso ministro all’Interno Angelino Alfano. C’è, però, una situazione in evoluzione. Il nostro è un lavoro di ricognizione necessario e devo dire che anche i sindaci ne hanno colto il senso: il nostro interesse è intaccare il meno possibile l’economia turistica del territorio».

Le prime ipotesi di strutture di accoglienza sono state illustrate ieri mattina: Maglie ha fatto sapere che l’ex carcere diurno, dismesso tre anni fa, può essere utilizzato; Tricase, invece, ha portato in dote il plesso del tribunale; Gallipoli il Ceduc, il centro educativo sul lungomare Galileo Galilei; Lecce, ancora, ha messo a disposizione immediata il dormitorio appena aperto a Masseria Ghermi, dove si possono allestire anche delle tende in caso di necessità. Si è parlato, poi, dell’ex ospedale Galateo, per capire cosa la Regione intenda fare. Le proposte dovranno essere formalizzate non appena la Prefettura invierà a ciascun Comune un’apposita scheda da compilare, indicando gli immobili che dovranno essere supportati da un sistema di approvvigionamento di cibo, abiti e generi di prima necessità.

«Se gli arrivi dovessero crescere – ha ribadito il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi - è giusto replicare altrove l’esperienza del centro don Tonino Bello, per meglio razionalizzare le operazioni di riconoscimento, assistenza sanitaria, rifocillamento, quel primo abbraccio che bisogna garantire. Ci aspettiamo, comunque, che il governo affronti la situazione prima dell’emergenza, direttamente sull’altra costa, quella albanese».

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Commenti all'articolo

  • epispala

    12 Marzo 2016 - 23:11

    Pronti ad accogliere !!

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