Martedì 21 Settembre 2021 | 01:39

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Uccide neonato e lo mette in valigia

Una studentessa universitaria partorisce in camera e nasconde il figlio per 15 giorni in una valigia. Fermata mentre stava prendendo un treno per tornare a casa
SIENA - Era di un maschietto il cadaverino in avanzato stato di decomposizione scoperto - era avvolto in buste di plastica e messo dentro una valigia - nell'armadio di una camera singola, con un bagno dove quasi certamente è avvenuto il travaglio, di un elegante convitto per studentesse a Siena. La madre è una ragazza di 19 anni, residente in un paese della provincia di Avellino, iscritta al primo anno di giurisprudenza, che è riuscita a mantenere il segreto della sua tragica vicenda fino ad oggi. Ma lo scenario del ritrovamento apre molti interrogativi sulle condizioni psicologiche post partum della ragazza-madre.
A «tradire» la studentessa il fetore che proveniva dal suo armadio e che ha portato le inservienti del convitto femminile a fare la macabra scoperta al momento delle pulizia della stanza.
E' così scattato l'allarme alla polizia che, avuta l'identità della giovane, si è mobilitata per contattarla via telefonino, fermandola poi - su indicazioni della stessa - alla stazione ferroviaria di Chiusi. Stazione che era stata raggiunta con un bus da Siena, da dove, forse, la studentessa stava partendo per tornare a casa.

Le compagne di studio e di convitto la descrivono come una ragazza e studentessa normale e nessuna sapeva che aspettava un bambino. Lei non l'aveva confessato ad anima viva. Alle amiche che avevano notato certe rotondità aveva risposto solo che era un po' ingrassata. Ma questa mattina le altre ragazze appena hanno saputo quanto trovato nella camera da letto della loro coetanea hanno messo insieme una serie di elementi emersi negli ultimi giorni. Agli uomini della squadra mobile hanno raccontato, infatti, che undici giorni fa l'avevano sentita gridare (potrebbe essere stato proprio il giorno del parto, e i tempi tornano viste le condizioni del cadavere del piccolo). Lei aveva detto alle amiche che le avevano chiesto il perché di quelle urla di essersi sentita male. Invece aveva dato alla luce suo figlio. Ma il maschietto era nato vivo? E' morto subito dopo essere venuto alla luce, oppure l'ha ucciso lei stessa? Domande alle quali dovrà dare una risposta l'autopsia. Al momento si sa solo che il neonato aveva avuto una gestazione normale.
E per tutti questi giorni la ragazza ha coabitato con il cadavere di suo figlio. Questa mattina, forse dopo essersi ripresa, almeno fisicamente, dal parto, ha deciso di tornare a casa. Ma il suo progetto si è fermato sull'auto della polizia che in tarda serata l'ha riportata a Siena. Qui è stata ascoltata a lungo e sottoposta anche ad un controllo medico. Al momento la ragazza-madre è indagata a piede libero per infanticidio in quanto è trascorsa la flagranza e quindi sono venuti meno gli elementi per l'arresto.

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