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In Puglia e Basilicata

Il punto

Trasporti pubblici inadeguati, privati troppo costosi: così il Salento rischia l’isolamento per altri 30 anni

Turismo, ponte d'oro  Lecce la più amata

Le richieste: «Servono metropolitana di superficie e hub nelle principali località»

26 Aprile 2022

Mauro Ciardo

«Senza la metropolitana di superficie e gli hub nelle principali località, il Salento rischia di rimanere isolato anche nei prossimi trent’anni».

È il grido d’allarme lanciato dagli imprenditori turistici salentini, che fanno appello alla Regione a rivedere le proprie politiche in materia di collegamenti e trasporti, sfruttando le disponibilità offerte dal Piano di ripresa e resilienza dell’Unione europea.

Domenica erano stati in tanti tra promoter e operatori dell’economia vacanziera salentina, attraverso le pagine della “Gazzetta”, a lamentare la scarsità di servizi pubblici. In coro chiedevano l’apertura di un tavolo di concertazione con le istituzioni, da tenersi prima della stagione estiva. Sullo sfondo, va osservato, ci sono le numerose presenze di turisti nei weekend primaverili e il boom di prenotazioni per la prossima stagione.

«Il trasporto pubblico non funziona e quello privato detta le sue regole con costi più alti – osserva il direttore della “Caroli hotels”, Attilio Caputo, che ha strutture ricettive tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca – ora più che mai serve l’attivazione della metropolitana di superficie, che risolverebbe tantissimi problemi. Occorre - sollecita l’imprenditore - cantierizzare subito i lavori e in attesa di avere la metro eliminare il limite dei 50 chilometri orari su ferrovia».

Tra gli esempi riportati ieri c’era quello della tratta aerea tra Bergamo e Brindisi che costa circa dieci euro, paragonato al transfer privato tra Brindisi e Gallipoli che arriva a costare 180 euro.

«Lecce e Bari sono collegate benissimo con l’aeroporto del capoluogo regionale - fa notare ancora Caputo - visto che è connesso con la stazione centrale di Bari a un costo di soli dieci euro. Vogliamo che sia collegata anche Leuca, quarto polo del turismo salentino, con una tratta di tre chilometri con la stazione di Gagliano e con servizi fiscali speciali come avviene in altre località remote italiane».

L’appello alla Regione si fa sempre più insistente.

«La politica non vuole investire sulle marine salentine – tuona Damiano Reale, amministratore delegato del “Riva di Ugento” – la Regione dovrebbe finanziare i collegamenti tra Brindisi e le altre località. Gli autobus - aggiunge - non possono funzionare solo per pochi mesi ma i costi di un servizio a più lungo termine dovrebbero essere sostenuti dagli enti pubblici, perché i privati non riuscirebbero a impegnarsi per tutto l’anno».

Reale porta un altro esempio concreto. «Le compagnie aeree hanno trovato un loro equilibrio e riescono a offrire vantaggiosi prezzi di mercato per i biglietti, mentre per andare in taxi da Brindisi a Gallipoli occorrono almeno 140 euro. Il trasporto pubblico salentino ancora questo equilibrio non lo ha trovato - è il suo sfogo - e lo stesso problema lo osserviamo nella Valle d’Itria, che ha problemi di collegamento con l’aeroporto di Bari. A questo punto l’appello non può che essere rivolto alla Regione, affinché utilizzi i fondi derivanti dal Pnrr per aprire grandi tratte e creare hub nelle principali mete come Gallipoli, Otranto e Leuca, da cui poi dovrebbero partire altri servizi per lo smistamento nell’entroterra, anche privati ma con costi più accessibili».

Giuseppe Coppola, presidente della sezione turismo di Confindustria Lecce, chiede alla politica di guardare ai prossimi trent’anni.

«Il problema trasporti nel Salento è atavico ma sempre irrisolto - è la sua analisi - per la prossima stagione estiva ci saranno forti problematiche legate al trasporto, a cominciare dal rincaro dei carburanti che inciderà tantissimo sulle tasche dei vacanzieri. Basti pensare che per un viaggio tra la Lombardia e il Salento si spenderà l’equivalente di una giornata di vacanze, quindi c’è il rischio che i periodi di permanenza vengano ridotti. Per arrivare da noi – prosegue – occorre affrontare viaggi allucinanti a causa dei cantieri aperti. Per quanto riguarda il servizio “Salentoinbus” della Provincia - è il suo inciso –-va ricordato che nacque con l’idea di collegare le principali mete turistiche del territorio, con a bordo anche hostess che fornivano indicazioni, poi nel tempo è diventato un doppione dei trasporti ordinari. Oggi - invoca Coppola – la politica dovrebbe utilizzare i soldi del Pnrr programmando un’idea di territorio per i prossimi trent’anni, con obiettivi chiari, altrimenti il Salento resterà sempre isolato rispetto ad altre realtà come Bari, oggi ben collegata con le capitali europee».

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