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Ambiente

Recovery e rinnovabili, Amati: «Rischiamo di perdere l’appuntamento col mondo verde. Ecco perché»

Recovery e rinnovabili, Amati: «Rischiamo di  perdere l’appuntamento col mondo verde. Ecco perché»

Il presidente della commissione regionale Bilancio chiede una riunione urgente

20 Maggio 2021

Redazione online

Bari - «Si convochino con urgenza le Commissioni IV e V per sbloccare le pratiche sulle rinnovabili e ogni altro programma d’investimento ambientale, che giacciono negli uffici regionali, provinciali o comunali. Ogni giorno di ritardo rischia di contribuire a farci mancare l’appuntamento storico con il Recovery e il nuovo mondo green. L’ambientalismo è un immenso processo industriale, politicamente neutro, che non può essere frenato da un progetto di potere fondato sulla decrescita e tenuto però nascosto sotto le insegne ammalianti di un mondo antico che non c’è mai stato»: lo dichiara il presidente della commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.

«Nelle scorse settimane ho chiesto la convocazione congiunta della IV e V Commissione per capire lo stato del procedimento di autorizzazione di tutte le pratiche per fonti rinnovabili e programmi di ambientalizzazione. Poiché la questione sta assumendo caratteri d’urgenza, per la chiara connessione con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e i tempi ad esso connessi, ho reputato indispensabile sollecitare l’appuntamento già richiesto la scorsa settimana. Nel PNRR di cui si parla continuamente, è prevista espressamente la necessità di una profonda semplificazione delle norme in materia di procedimenti ambientali, attualmente inchiodati su normative che allungano i tempi d’attesa oppure consentono la pratica incivile degli atti soprassessori, cioè quelli di mero e patologico rinvio del procedimento, in grado di assumere caratteristiche beffarde nei confronti del cittadino-istante. Nel campo dei procedimenti ambientali - vale a dire quelli della produzione di energia da fonti rinnovabili, necessaria per tirarci fuori dall’attuale situazione di rischio inquinamento - i tempi odierni fanno stimare un periodo di 24 anni per raggiungere i target Paese, con riferimento alla produzione di energia da fonte eolica e ben 100 anni per il raggiungimento dei target nel fotovoltaico. Siamo allora di fronte - conclude Amati - a una vera assurdità da far cessare immediatamente, combattendo senza tregua la burocrazia e l’ideologia di potere fondata sulla decrescita e mascherata da ecologismo».

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