Giovedì 29 Settembre 2022 | 23:07

In Puglia e Basilicata

Il sottosegretario

Palagiustizia Bari fuori dal Recovery plan, Sisto accusa: notizia di un mese fa. Polemica con Decaro

Polo giustizia a Bari, sta cedendo anche il vecchio tribunale: si va verso nuova emergenza

I 100 milioni previsti rischiano di andare altrove perchè la consegna del il primo dei 5 lotti di lavori è previsto nel 2028 e non del 2026 termine ultimo per il Recovery

11 Marzo 2021

Nicola Pepe

Uno dei problemi più drammatici che attanaglia la giustizia barese diventa un terreno di acceso confronto politico istituzionale ma fa emergere anche una amara verità. La notizia che la realizzazione del nuovo Polo giudiziario fosse fuori dal Recovery plan e che il primo dei cinque lotti di lavori dovrebbe essere consegnato nel 2028, era nota da 35 giorni. Da qui una polemica a distanza tra il neo sottosegretario alla Giustizia, l'avvocato azzurro barese Francesco Paolo Sisto, e il sindaco (nonchè presidente Anci), Antonio Decaro.

Sisto (avvocato penalista e parlamentare alla terza legislatura) frequenta via Arenula da pochi giorni - da quando è stato nominato - e sin dal suo insediamento ha chiesto subito il dossier Bari. Il primo mattone che gli è cascato tra le mani è stata la relazione del Demanio, che ha scoperto essere di oltre un mese fa, in cui era dichiarata la conclusione del primo lotto di lavori del nuovo Palagiustizia nelle ex Casermette nel 2028. Per non parlare, dunque, della conclusione degli altri 4 che avrebbero portato le lancette del cronoprogramma avanti di chissà quanto tempo.

Ma la seconda e più deflagrante notizia è che i lavori del Palagiustizia, proprio per effetto di questa prima data di consegna del lotto - spostata al 2028 - abbia automaticamente escluso l'opera dal recovery Plan facendo sfumare i circa 100 milioni a disposizione previsti. Una notizia «taciuta» su cui Sisto ha voluto accendere i riflettori parlando di quel cronoprogramma «dell'opera voluta da Bonafede e Decaro», e precisando di essersi messo al lavoro per cercare una soluzione che potesse in qualche modo almeno anticipare di un paio di anni quella data del 2028 (dunque al 2026) per far rientrare l'opera nel Recovery. Tutto ciò alla vigilia della scadenza del termine della presentazione dei progetti, quindi si tratterebbe del classico miracolo, una vera e propria mission impossible.

Le dichiarazioni di Sisto hanno fatto insorgere il primo cittadino barese che gli ha dato del bugiardo: «Il sottosegretario avrebbe dichiarato, in maniera strumentale, di star ponendo lui rimedio a un cronoprogramma che avrei firmato io con il precedente ministro». «Una cosa assolutamente non vera - tuona il sindaco -. Io ho firmato un protocollo per farlo subito, il parco della giustizia». Opera, peraltro, condivisa all'unanimità dai vertici degli uffici giudiziari cosa che accade anche con il progetto Cittadella della giustizia, costato 15 anni di giudizi e controricorsi.

Sisto non ha voluto controreplicare a Decaro entrando nel terreno dello scontro politico ma ha precisato: «Così come già manifestato alla ministra Cartabia e al sindaco Decaro non posso che ribadire la mia volontà di lavorare, in piena sintonia con tutti i livelli istituzionali, per porre rimedio - conclude - a un problema grave e oggettivo». E, in una intervista al nostro giornale, ha precisato: «Ma è giusto che proprio la città sappia quello che è accaduto e quello che accadrà». Fino a prova contraria, la notizia di questa importante opera fuori dal «Recovery Plan» era nota da 35 giorni. E nessuno finora aveva detto nulla.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725