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Il provvedimento

Scuole, il Tar «boccia» Emiliano ma lui fa una nuova ordinanza: torna il «fai da te». In 5 giorni 672 contagi tra i banchi

Il giudice: ordinanza non coerente con la classificazione della Puglia in zona gialla. Il Governatore: correggo il tiro ma non posso consentire un'invasione a scuola

Bari, muri abbattuti e pannelli mobili, le scuole anti-Covid si preparano

Il governatore della Puglia Michele Emiliano ha emanato una nuova ordinanza e lo ha fatto ieri era poco prima della mezzanotte, dopo che i giudici del Tar avevano bocciato, su ricorso del Codacons Lecce, la sua precedente ordinanza emanata lo scorso fine settimana che disponeva la Dad (Didattica a distanza) al 100% in tutte le scuole di ogni ordine e grado, dal 22 febbraio al 5 febbraio.

Ieri sera, come detto, Michele Emiliano ha corretto il tiro e, dopo aver anticipato di voler emanare un nuovo provvedimento che legava la temporanea sospensione della didattica in presenza ad un termine per la esecuzione della campagna vaccinale nelle scuole, ha firmato invece una nuova ordinanza valida da oggi al 14 marzo, che ripropone la Ddi (didattica digitale integrata), ma con due novità significative: che le «scuole dell’Infanzia, le istituzioni scolastiche del ciclo primario e i CPIA ammettono in presenza tutti gli alunni che, per ragioni non diversamente affrontabili, non abbiano la possibilità di partecipare alla didattica digitale integrata»; e che «le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado ammettono in presenza tutti gli studenti che, per ragioni non diversamente affrontabili, non abbiano la possibilità di partecipare alla didattica digitale integrata, nel limite del 50% della popolazione scolastica, possibilmente per ogni singola classe».

Inoltre, viene precisato che le Asl dovranno completare il piano vaccinale anti Covid degli operatori scolastici entro il 14 marzo, giorno in cui scade l’ordinanza. Infine, una volta completato il ciclo vaccinale, i dirigenti scolastici potranno decidere di tornare alla didattica in presenza.

Qui il testo della nuova ordinanza, la n.58

CONTAGI TRA I BANCHI -  Nella settimana dall’8 al 13 febbraio, ultima monitorata dalla task force anti Covid in Puglia, 464 studenti sono risultati positivi al coronavirus, 154 i docenti che si sono ammalati e 54 i nuovi positivi tra il personale Ata (amministrativi e tecnici), in tutto 672 casi nelle scuole pugliesi. Numeri che hanno generato la necessità da parte delle Asl di disporre complessivamente 6.444 quarantene per chiudere le catene dei contagi. I dati sono riportati in una relazione tecnica del dipartimento Salute della Regione Puglia allegata alla nuova ordinanza regionale firmata dal governatore pugliese Michele Emiliano con la quale è stata disposta la didattica digitale integrata per tutte le scuole sino al 14 marzo. «L'andamento - si legge nella relazione - appare in crescita nelle scuole dell’infanzia, stabile negli altri gradi di istruzione e in riduzione nelle secondarie superiori, dove però il tasso di frequenza in presenza è rimasto inferiore al 20%. Il tasso di contagio nella popolazione studentesca considerata globalmente è pari a 189 per 100.000, superiore a quello registrato nella popolazione generale nello stesso periodo in regione, pari a 148 per 100.000. Sono stati adottati complessivamente 6444 provvedimenti di quarantena, di cui l’83% nei confronti degli studenti, in incremento rispetto alla settimana precedente di 3.113 unità». 

IL COMMENTO DELLA CISL - «La scuola non può continuare nell’incertezza tra ordinanze regionali e disposizioni del Tar, con decisioni che in ogni caso travolgono e scombussolano totalmente studenti, tutto il personale scolastico, famiglie, i lavoratori dell’indotto del settore, in un caos non più sostenibile». Lo dichiara in una nota la Cisl Puglia, commentando l’avvicendarsi di regole sulla riapertura delle scuole. "È evidente che in una situazione così difficile con una pandemia in corso - continua il sindacato - , non è possibile programmare con precisione, così come non è facile soddisfare tutte le esigenze; nello stesso tempo però è assolutamente necessario dare una indicazione che possa definitivamente consentire una chiara vita scolastica, familiare e lavorativa». "Chiediamo e sollecitiamo pertanto la Regione Puglia - continua la Cisl - affinché faccia il possibile nella Conferenza Stato Regioni per poter dare risposte anche all’intera comunità educante: alunni, famiglie, docenti, personale scolastico e non adibito ad attività all’interno delle scuole. Nel frattempo, auspichiamo che da subito non sia più, come accade oggi, un’organizzazione scolastica alla giornata. È indispensabile, perciò, garantire la sicurezza sanitaria e il diritto allo studio, evitando l’incertezza quotidiana, ormai insostenibile per tutti».

IERI, GIORNATA CONVULSA - E' durata solo poche ore l'ipotesi di un rientro in aula nelle scuole elementari e medie pugliesi, mentre alle superiori restava la didattica a distanza al 50%, dopo il decreto urgente del Tar di Bari che ha sospeso l'ordinanza del presidente Michele Emiliano che per due settimane aveva imposto la scuola "fai da te", lasciando agli istituti la possibilità di organizzarsi per garantire fino al 50% di lezioni in presenza. Il Governatore, in serata, ha annunciato un nuovo provvedimento che dovrebbe superare il giudice amministrativo. Per farla breve, non cambia nulla. Ma questo tira e molla sta gettando nel caos decine di migliaia di famiglie.

L'approccio della Regione - secondo il presidente della Terza sezione, Orazio Ciliberti - appare contraddittorio nelle sue motivazioni e non coerente con la classificazione della Puglia in zona gialla: Emiliano è intervenuti sugli standard minimi fissati per la didattica dal Dpcm del 14 gennaio con l'obiettivo di consentire la vaccinazione degli operatori scolastici che, però, non può essere effettuata in soli 15 giorni: "Il limite del 50 per cento - è detto nel provvedimento - è una soglia al di sotto della quale deve ritenersi non sufficientemente assolto, né garantito lo standard minimo dei servizi scolastici".

La Puglia "non motiva a sufficienza il sensibile scostamento dal livello nazionale di garanzia dell’assolvimento dei servizi scolastici", e non convince il riferimento alla necessità di vaccinare tutti gli operatori scolastici. "I tempi prevedibili e previsti di tale attuazione - non indicati dall’ordinanza, ma ricavabili da comunicati delle strutture sanitarie pubbliche e da univoche notizie di stampa - non sono affatto compatibili con la durata di pochi giorni dell’efficacia dell’ordinanza".

L'approccio "chiudo le scuole in attesa del vaccino", dunque, non va bene. "Se l’esigenza fondamentale fosse davvero quella dichiarata di consentire la “attuazione del piano vaccinale degli operatori scolastici”, il provvedimento regionale impugnato dovrebbe essere prorogato o rinnovato per un periodo più lungo, la qual cosa non potrebbe che vanificare l’apporto didattico e formativo dell’anno scolastico 2020-2021 per alunni e studenti in Puglia, in violazione dei livelli essenziali di prestazione fissati dallo Stato".

L'udienza per la sospensiva è fissata al 17 marzo, oltre la scadenza dell'ordinanza che, a questo punto, potrebbe essere superata da un nuovo provvedimento.

Intanto i sindacati della scuola, con nota congiunta Cgil Scuola, Cisl, Uil, Gilda e Snals alle dichiarazioni di Lopalco che paventavano una proroga della Dad per tutta la primavera, hanno dichiarato la loro ferma contrarietà ribadendo la proclamazione dello stato di agitazione in caso di provvedimenti della Regione. Il Tar, ora, ha rimesso tutto in discussione.

Come già detto, però, Emiliano ha deciso di confermare la sua linea. «Per evitare contrasti col provvedimento del giudice - ha anticipato in una nota inviata dalla Regione -  sto per emettere un’ordinanza che lega la temporanea sospensione della didattica in presenza ad un termine per la esecuzione della campagna vaccinale nelle scuole. Con questo si soddisfa un’esplicita richiesta di motivazione».

E aggiunge: «Sono costretto ad intervenire per evitare che domani le scuole siano improvvisamente invase, in mancanza di provvedimenti di regolazione sanitaria, da tutti gli studenti in presenza con danno gravissimo per la salute del personale scolastico in piena pandemia da “variante inglese” che ormai sta sostituendo le altre meno pericolose e meno contagiose».

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