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Emergenza coronavirus, il governo chiude la Lombardia e 14 province. Fuga verso il Sud: treni presi d'assalto

La Lombardia diventa una sorta di zona rossa, così come alcune parti di Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Marche in cui sarà consentito entrare o uscire solo per motivi "gravi e indifferibili".

Coronavirus Italia, oltre 5mila ammalati, 283 morti e 589 guariti. Come difendersi.Terza vittima in Puglia sempre nel Foggiano

Foto Twitter Gabriele Prudente

L'emergenza Coronavirus si prolunga in Italia: La Lombardia diventa una sorta di zona rossa, così come alcune parti di Veneto, Emilia Romagna e Piemonte in cui sarà consentito entrare o uscire solo per motivi "gravi e indifferibili". È una delle misure contenute nella bozza del decreto del governo per contenere il contagio del coronavirus. Undici province coinvolte fuori dalla Lombardia: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria.

In queste aree è prevista la chiusura di palestre, piscine, spa e centri benessere, dei centri commerciali nel week end,  musei, centri culturali e le stazioni sciistiche. Scuole chiuse fino al 3 aprile e stop a ogni tipo di manifestazione sportiva, si legge nella bozza del provvedimento. È previsto l'uso dell'esercito e delle forze armate, in caso di necessità, per rendere esecutive le misure previste dal decreto. 

TRENI PRESI D'ASSALTO: A MIGLIAIA TORNANO AL SUD - Migliaia di persone durante la notte hanno preso d'assalto le stazioni di Milano. Come mostrano le immagini, nella stazione di Milano Porta Garibaldi c'è la corsa a chi salta sull'ultimo treno per poter tornare a casa, nelle diverse regioni d'Italia. Probabilmente il panico si è creato a causa della bozza del decreto governativo. 

Secondo quanto si apprende non ci sarebbero già più posti liberi sui convogli diretti a Sud per la giornata di domani. La Regione intanto sta esaminando la possibilità di sorvegliare stazioni e aeroporti per tracciare i nomi di chi torna. 

I NUMERI - sono 5.061 i malati per Covid 19 nel Paese, con un incremento di 1.145 persone rispetto a ieri, e 233 i morti, 36 in più. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nella conferenza stampa alla Protezione Civile. Sono 567 i malati ricoverati in terapia intensiva per coronavirus, 105 in più rispetto a ieri. Di questi 567 ben 359 sono in Lombardia, che ha avuto un incremento in un giorno di 50 casi. Sono invece 2651 i malati con sintomi ricoverati e 1843 quelli in isolamento domiciliare. Sono 589 le persone guarite dal coronavirus in Italia, 66 in più di ieri.

Sulla base delle analisi effettuate sui decessi è evidente che il virus colpisce in maniera più aggressiva una precisa fascia di popolazione: ottant'anni di età media, con due o più patologie, una vittima su quattro è un uomo. E’ questa la fotografia dei 197 morti per coronavirus fatta dal presidente dell’Iss Silvio Brusaferro nel corso della conferenza stampa alla protezione Civile. «Dai dati emerge che le persone decedute - ha spiegato - nell’80% dei casi raggiungono due o più patologie, hanno un’età media di 81 anni e nel 28% dei casi sono donne». Le patologie, ha aggiunto, «sono le classiche cronico degenerative: patologie cardiache, diabete, malattie epatiche o persone portatrici di patologie neoplastiche». 

LE PRECAUZIONI DA SEGUIRE - «Abbiamo evidenze di atteggiamenti superficiali, servono grande attenzione e consapevolezza» sulle misure contro il coronavirus. L'Iss aggiunge che «anche dove ci sono pochi casi bisogna adottare questi comportamenti per far diffondere più lentamente l'infezione. L'andamento mostra oggi una crescita, focalizzata su alcuni poli, serve un supporto perché la circolazione attorno venga rallentata». «La mortalità riguarda persone molto anziane, con un’età media che supera gli 81 anni. Sono prevalentemente maschi, prevalentemente portatori di più patologie (l'80% ne più di due) e solo il 2% non ha più patologie» - sottolinea Brusaferro - «La sintomatologia - aggiunge - è rappresentata dall’associazione di febbre e difficoltà a respirare. Gli anziani con questi sintomi contattino il proprio medico, il 112, stiano a casa e non affollino i pronti soccorsi o le sale d’attesa dei medici». «Gli anziani si muovano il meno possibile dalla propria abitazione, evitino i luoghi affollati e non affollino le sale d’attesa degli studi medici». Un’analisi della mortalità da coronavirus in Italia mostra che «l'età media delle vittime è di oltre 81 anni, prevalentemente maschi e portatori di più patologie, l’80 per cento più di due, 60 per cento più di tre, solo due per cento non ne ha». «L'associazione di febbre e difficoltà a respirare sono i sintomi d’esordio: le persone stiano a casa e non affollino i pronto soccorso, specie gli anziani per la particolare fragilità del quadro italiano».

Circa la stagionalità del virus allo stato non c'è alcuna evidenza scientifica che possa confermare o no l'eventuale ambientamento dell'infezione con temperature elevate, tuttavia l'allungamento delle giornate favorirebbe la frequentazione di luoghi all'aperto limitando quindi quelle situazioni di calca e affollamento in locali chiusi, che al momento rappresentano una delle maggiori possibilità del veicolo di contagio.

L'Iss si rivolge in particolare a coloro i quali soffrono di dispnea e febbre, e che quindi rientrano in categorie a rischio. In questo caso i pazienti devono contattare subito il medico e le autorità sanitarie. 

LA SITUAZIONE IN PUGLIA, EMILIANO: SCHIERATI CON I VOLONTARI -  «In Puglia nessuno deve sentirsi solo. Mi riferisco alle persone che per diverse ragioni sono costrette a restare in casa per prevenzione, in quarantena fiduciaria o perché vivono una condizione di fragilità. Stiamo schierando un vero e proprio esercito di volontari per dare loro ogni tipo di supporto: sono i volontari della Protezione civile della Regione Puglia chiamati a raccolta per fronteggiare questa emergenza. Pugliesi che aiutano altri pugliesi con piccoli gesti che però in questo momento hanno un enorme valore. Ovviamente con tutte le precauzioni del caso e il sostegno della Regione Puglia».
Con queste parole il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, comunica di aver disposto l’attivazione delle organizzazioni di volontariato per l’assistenza alla popolazione colpita dall’emergenza connessa al COVID 2019.
Ad oggi - riferisce una nota - in tutta la Puglia sono circa 500 le persone che si trovano in quarantena fiduciaria (obbligo di rimanere a casa con sorveglianza attiva, a seguito di contatto stretto con un caso positivo al Covid 19). A queste, si aggiunge un’altra fascia di popolazione, in particolare persone rientrate dalle zone gialle (regioni e province con focolaio) alle quale i medici di famiglia hanno consigliato la permanenza domiciliare a casa sempre per motivi precauzionali. Ci sono poi le situazioni delle persone più fragili o anziane che, giustamente, per evitare rischi stanno rimanendo in casa: saranno i Comuni, attraverso i COC (centri operativi comunali) a individuarle e a metterle in contatto con la rete dei volontari della protezione civile per ricevere il supporto necessario. Il provvedimento è stato inviato ai Sindaci pugliesi, ai coordinamenti del volontariato della Protezione civile delle province, ai presidenti delle associazioni di volontariato iscritte all’elenco regionale di protezione civile e all’Anci.

LE RACCOMANDAZIONI DEL GOVERNO - 

LA SITUAZIONE IN BASILICATA - «Dobbiamo cercare di stare in casa il più possibile». E’ l’appello lanciato dal presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, «a tutta la comunità lucana». In Basilicata, finora, sono 4 i casi di contagio riscontrati, con un quarto che riguarda un professore dell’Università lucana residente in Puglia. «Cerchiamo - ha aggiunto Bardi - di uscire solo quando è strettamente necessario. Cerchiamo di rinviare viaggi fuori regione se non indispensabili». 

«Il sabato sera, la domenica e la pausa dalla attività scolastiche - ha aggiunto Bardi - deve essere una occasione per fermarsi a casa o non frequentare luoghi troppo affollati. Faccio appello al senso di responsabilità delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Avremo altri momenti per socializzare e per stare tutti insieme. Ma in questa fase così delicata vi chiedo un particolare senso di responsabilità. Capisco e comprendo bene la voglia di stare insieme, ma dobbiamo avere la pazienza di rinviare tutto questo a quando l’emergenza sarà solo uno sgradevole ricordo».
Secondo il governatore lucano, «la situazione è seria: cerchiamo di usare tutti gli strumenti di prevenzione individuali possibili. Lo dobbiamo ai nostri cari, lo dobbiamo alle nostre famiglie. Da parte nostra abbiamo messo in campo tutte le misure possibili a tutela della pubblica incolumità ma questo non basta. Ci vogliono anche comportamenti e responsabili. Mi affido - ha concluso Bardi rivolgendosi ai lucani - a tutti voi»

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