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Sanità/A Bologna

Tumori, protesi con stampa 3 D
al posto di sterno e 6 costole
Trapianto da film per una pugliese

L'intervento a una giovane di 27 anni malata di tumore: sembrava un film. Dopo 5 mesi sta bene

Tumori, titanio con stampa 3 Dal posto di sterno e 6 costoleTrapianto da film per una puglieseTitanio al posto di sterno e 6 costole

La protesi di sterno stampata 3 D (Ansa)

È la prima volta in Italia e tra i pochi casi mondiali: all’Istituto ortopedico Rizzoli (Ior) di Bologna su una ragazza che soffriva di un rarissimo tumore, due terzi dello sterno e parte di sei costole sono stati sostituiti da un impianto di titanio ottenuto con stampa 3D. Un intervento che sa di «fantascienza», come ha affermato la giovane paziente, ma che le ha consentito di tornare a vivere normalmente.
Pugliese, 27 anni, la ragazza preferisce rimanere anonima: "Ho avuto paura», ammette, perché la soluzione prospettata dal team del Rizzoli era «rivoluzionaria», «sembrava di stare in un film». E invece la sua è una storia vera e soprattutto a lieto fine.

La ragazza è stata colpita da un tumore a cellule giganti dello sterno. Un «caso rarissimo», sottolinea all’ANSA il dottor Michele Rocca, responsabile della Chirurgia toracica muscolo-scheletrica del Rizzoli, che ha eseguito l’intervento. Basti pensare che in letteratura internazionale questo tipo di tumore è riportato solo nove volte. Quello trattato e operato al Rizzoli, non appena sarà pubblicato, sarà il decimo.

L’intervento è stato presentato oggi a Bologna come un traguardo importante. «Alla sanità italiana - aggiunge Rocca - bisognerebbe dare un pò più di fiducia». Più d’uno gli aspetti innovativi del caso: in primis il fatto che il tumore sia stato preliminarmente trattato dagli oncologi con un anticorpo monoclonale in grado di delimitarlo, creando una sorta di guscio per permetterne l’asportazione completa. Poi la protesi, realizzata su indicazioni del Rizzoli dall’Istituto tecnologico delle Canarie con stampa 3D in una speciale lega di titanio, vanadio e alluminio «per permetterne malleabilità e flessibilità» e progettata «al millimetro, su misura della paziente». Un lavoro di «alta sartoria». E infine, «la sfida più grande», confessa Rocca, «l'operazione in sé», durata 6-7 ore, "la sala operatoria, dove tutto è collimato alla perfezione».

L’intervento è stato eseguito l’8 maggio. Oggi, a cinque mesi dall’intervento, la paziente è tornata a una vita normale. Può fare tutto, magari non boxe o tai chi, scherzano i medici, ma tutto il resto sì. Insieme alla protesi in titanio sono state impiantate anche una fascia tendinea proveniente dalla Banca del tessuto muscolo-scheletrico del Rizzoli e una protesi di sintesi che hanno stretto in una sorta di 'sandwich’lo sterno e le costole in titanio.

Grazie all’evoluzione della stampa 3D e a materiali come il titanio la strada per una medicina «su misura» è già segnata, ma le sfide per il futuro sono ancora tante. In primis quello dei costi: una protesi come quella impiantata a Bologna costa «dieci volte» quelle tradizionali. Non solo. «Opero tanti bambini con tumori al torace - dice Rocca -, mi piacerebbe molto riuscire ad avere una protesi modulabile che un domani, quando i piccoli pazienti crescono e stanno bene, si possa sostituire con una migliore». Frontiera futura, per Davide Donati, direttore della clinica ortopedica dello Ior, ottenere protesi che siano in grado di «osteo-integrarsi», di diventare totalmente parte dell’organismo.

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