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Agricoltura

Consorzio nazionale olivicoltori: «La Xylella è come un terremoto»

Applausi per il presidente Sicolo in Commissione agricoltura alla Camera: «Stop aiuti Pac a chi lascia terreni incolti»

xylella

Tagliare gli aiuti della Politica agricola comune agli olivicoltori salentini e pugliesi che abbandonano i campi e premiare invece quelli che fanno bene il loro lavoro, che curano il terreno attenendosi alle buone pratiche in campo. E’ la proposta lanciata dal presidente del Consorzio nazionale olivicoltori, Gennaro Sicolo, in un’audizione alla Commissione agricoltura delle Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla Xylella Fastidiosa, a cui hanno partecipato anche le organizzazioni di settore Unaprol, Aifo l’associazione dei frantoiani, Unasco e Federdop olio.

«In questa gravissima situazione - ha fatto presente Sicolo, applaudito dai deputati al termine del suo intervento - anche qualche proprietario terriero ha delle colpe proprio per i terreni abbandonati e lasciati incolti». Aratura, potatura, concimazione organica sono assolutamente necessarie e tutti i ricercatori che si sono occupati seriamente di Xylella hanno dimostrato che una cattiva cura dei terreni porta l’insetto vettore della malattia, la sputacchina, a proliferare più velocemente. «Non serve un investigatore per scoprire che sono poi questi proprietari che non fanno quello che dovrebbero - ha evidenziato Sicolo - a diffondere notizie false, magari sostenendo l’esistenza di cure alternative o a dire che la Xylella è un’invenzione».

Una proposta, quella di tagliare gli aiuti comunitari, a cui hanno aderito anche l’associazione dei frantoiani, in 50% dei 1300 della Regioni Puglia è in ginocchio, come l’Unasco che presto entrerà a far parte della Cno. Anche il presidente di Unaprol, David Granieri ha puntato il dito contro le troppe fake news che circolano nel settore, chiedendo al Governo anche rapidi indennizzi per gli espianti e per i trasformatori.

«La Xylella è come un terremoto, un’emergenza nazionale e come tale va affrontata» - ha aggiunto Sicolo - «La xylella in poco più di cinque anni, da una zona circoscritta a pochi terreni e poche decine di piante, è arrivata a colpire tre province minacciando tutta la Puglia e l'Italia olivicola. Oggi - ha spiegato Sicolo - è necessario agire, capire chi deve fare cosa, con chiarezza».

«Per anni la xylella è stata insabbiata, quasi non fosse mai esistita. Anche oggi sgombriamo quindi il campo da tutti gli equivoci creati ed alimentati ad arte da qualcuno perché - ha sottolineato Sicolo - la xylella esiste ed è un grave problema italiano ed europeo. Allo stato attuale vi si deve convivere perché manca ancora una risposta scientifica in grado di sconfiggere il batterio».

«Una puntuale azione di contenimento, con abbattimenti rapidi e costante monitoraggio (quest’ultimo davvero efficiente solamente negli ultimi 12-18 mesi) avrebbe impedito di avere oggi una delimitazione così estesa. Le procedure vanno semplificate e soprattutto - ha aggiunto Sicolo - va chiarito chi ha la responsabilità di fare cosa e in che tempi, perché i comportamenti omissivi che hanno prodotto questa situazione devono essere perseguiti. Allo stesso tempo va garantito l'immediato ristoro e la possibilità di reimpianto agli olivicoltori». Su queste basi ed in forza delle buone pratiche agricole da mettere in campo il presidente del Cno ha chiesto alla Commissione di «valutare un regime di aiuti le operazioni di aratura, potatura, concimazione organica togliendo gli aiuti Pac alla gente che abbandona i campi».

UNAPROL: «SU XYLELLA BASTA FAKE NEWS» -  «Non c'è più tempo da perdere, è il momento di agire con responsabilità, attuando strategie idonee per aiutare il mondo agricolo, vivaistico e dei frantoi, evitando sterili polemiche e mettendo fine alle fake news». Lo afferma in una nota il presidente di Unaprol, David Granieri, che oggi ha partecipato ai lavori della Commissione Agricoltura sulla diffusione della Xylella fastidiosa in Puglia, una regione, evidenzia l’associazione, che garantisce circa il 50% della produzione di olio italiano. Per Granieri, «è inutile soffermarsi sugli errori passati, agli agricoltori servono risposte rapide a partire dagli indennizzi per le estirpazioni, necessarie a evitare che il contagio continui a espandersi. E’ fondamentale che il governo incrementi le risorse del Fondo di Competitività e del Fondo di Solidarietà Nazionale per consentire il pagamento degli ingenti danni alle imprese colpite, anche della trasformazione olearia». «E' necessario - prosegue il presidente Unaprol - un lavoro comune e un’azione ampia e coordinata, sotto la guida della Commissione, che non può prescindere dal rifinanziamento di un Piano olivicolo nazionale 2.0, indispensabile per la realizzazione dei nuovi impianti con varietà resistenti e per sostenere la ricerca scientifica, sviluppata finora grazie all’impegno volontario di tecnici e studiosi che vanno supportati in modo concreto e duraturo». «Inoltre - conclude - sposiamo in pieno la richiesta che arriva dai circa 400 frantoiani nostri soci, sia di interventi economici per i frantoi oleari che intendono mantenere la struttura in vita, sia di contributi finalizzati alla dismissione dell’attività di trasformazione degli impianti obsoleti».

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