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crisi idrica

«A Foggia l'acqua
ce la danno
solo a mezzanotte»

I problemi in tutta la città. Furiosi gli inquilini senza autoclave, protestano pure gli amministratori di condominio

acqua di rubinetto

di MASSIMO LEVANTACI

FOGGIA - Il calo della pressione idrica adesso si avverte anche al terzo piano, non sono più soltanto i residenti ai piani alti a subire le conseguenze della riduzione di portata. Quadro sempre più critico in città e in provincia sul fronte dell’approvvigionamento idrico. I cittadini che vivono in palazzi non serviti da autoclave stanno pagando il prezzo più salato di questa emergenza. «Riusciamo ad avere l’acqua a volte dalla mezzanotte fino alle 6 del mattino, nel cuore della notte dobbiamo posticipare tutti i nostri bisogni: dalle docce ai vari elettrodomestici da utilizzare solo in quella determinata fascia oraria. Non possiamo fare la lavatrice alle 3 del mattino, si può andare avanti così?», si domanda avvilito un portavoce dei cittadini dei palazzi concentrati fra via Napoli, via Pinto e strade adiacenti, costruzioni risalenti agli anni Settanta periodo, a quanto pare, in cui la questione idrica non destava la minima preoccupazione visto che gli edifici sono quasi tutti privi di autoclave.

Ma il problema è esteso a macchia di leopardo in tutta la città. Mercoledì e giovedì scorsi l’istituto Pacinotti ha sospeso le lezioni perché non usciva più un filo d’acqua dai rubinetti, questione comune ad altri cittadini che abitano in zona centro (corso Giannone, via Saseo, via della Repubblica e altre strade segnalate) dove per le più variegate ragioni l’erogazioni arriva a singhiozzo e comunque si resta a secco per tre quarti della giornata.
I cittadini dei palazzi senza autoclave (qualche migliaio, occhio e croce, solo a Foggia) hanno chiesto all’Acquedotto attraverso le colonne della Gazzetta che vengano istituite «fasce orarie in periodi più consoni della giornata» in modo da dare la possibilità a tutti gli utenti di usufruire del bene acqua senza essere costretti a rimanere svegli tutta la notte.

Nessuna risposta però dall’acquedotto e intanto il problema si aggrava. Ora sono sul piede di guerra anche gli amministratori di condominio che sollecitano «un incontro urgente» con i vertici dell’Acquedotto a Foggia. Parliamo tuttavia ancora di posizioni isolate, sul piano ufficiale fonti dell’Anaci (l’associazione di categoria) dice di voler capire bene come stanno le cose e smentisce la voce di un incontro a breve con i vertici dell’Aqp in Capitanata. Gli amministratori protestano per i continui disservizi nell’erogazione idrica e per «le bollette sempre più salate, un salasso per gli inquilini già sottoposti a sacrifici enormi per assecondare i propri bisogni». Per gli stabili che superano i 3 mila metri cubi di acqua erogata l’Aqp ha infatti introdotto la bollettazione bimestrale, in luogo di quella trimestrale, il che comporterebbe secondo gli amministratori un regime di tariffazione «troppo oppressivo e ingiustificato a carico degli inquilini».

Da gennaio oltretutto è previsto anche l’aumento delle tariffe e si comprende bene come in una situazione simile in cui l’esasperazione della gente ha già raggiunto vette impensabili fino a qualche mese fa, applicare costi più alti per un servizio considerato da molti «inefficiente» sia effettivamente troppo. Oltretutto adesso comincia a farsi largo l’idea che «la diga di Occhito è piena». E dunque, si domandano in molti: «Perché toglierci l’acqua?». In un vertice di qualche settimana fa in Prefettura, presenti anche i vertici del Consorzio di bonifica della Capitanata, era stata esaminato il quadro proprio alla luce della disponibilità della diga di Occhito che con i suoi 56 milioni di metri cubi di livello ha riserve «sufficienti per un anno da garantire al potabile», ha ribadito qualche giorno fa il presidente De Filippo. Tuttavia è probabile che l’Acquedotto utilizzi l’acqua di Occhito anche per gestire l’emergenza nel Barese e nelle altre province della Puglia in cui i rubinetti sarebbero già a secco da tempo, si spiegherebbe dunque così l’abbattimento della pressione idrica anche in Capitanata. Ma sono soltanto informazioni raccolte qua e là, nulla di ufficiale da parte delle autorità che evidentemente sottovalutano il rischio di voci incontrollate che possano prendere il sopravvento sulla ragione e la pazienza dei cittadini.

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