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In Puglia e Basilicata

Rifiuti

A Foggia meno raccolta differenziata: lo prevede il Comune

Foggia rifiuti

Foggia, città sporca

Intanto aumenta la Tari, la città è sporca ed il servizio disorganizzato

16 Giugno 2022

Redazione Foggia

FOGGIA - «Basta poco per mandare in affanno la gestione dello smaltimento dei rifiuti ed è così che il 14 giugno si è andati in affanno con una raccolta dei rifiuti rallentata a Foggia, lo si è visto con i cassonetti strapieni, e in tutta la provincia. Il motivo è banale e non isolato, problemi all’impianto TMB che rallentano il conferimento all’inceneritore di Borgo Tressanti» Lo denuncia Giorgio Cislaghi, di Acli ambiente che aggiunge: «Così basta un intoppo di poco conto che il sistema va in tilt e i rifiuti restano per strada perché, a monte dell’inceneritore, l’impianto TMB di passo Breccioso non ha la possibilità di stoccare temporaneamente i rifiuti e l’assenza di un “polmone” che permetta al ciclo dei rifiuti di respirare sopperendo a eventuali piccoli intoppi. Ricordo che la discarica di soccorso realizzata a completamento dell’impianto TMB ha problemi e non è utilizzata mentre la seconda discarica di soccorso è ancora da realizzare se mai la si potrà realizzare. Eppure l’impiantistica sarebbe addirittura sovradimensionata se la raccolta differenziata dei rifiuti raggiungesse il minimo stabilito dalle normative italiane ed europee con il 65% di raccolta differenziata. Purtroppo per il comune di Foggia questo è un obbiettivo irraggiungibile, almeno fino al 2025, come messo nero su bianco nel Piano Economico Finanziario (PEF) che serve da base di calcolo per la TARI per il quadrienni 2022-2025, piano accettato dal Comune di Foggia e certificato con penalizzazioni da AGER Puglia che lo considera “non soddisfacente”.»

«C’è da chiedersi come sia possibile che un comune possa programmare che per un quadriennio la raccolta differenziata scenda dal 22% al 21% senza che da parte del gestore del servizio, AMIU Puglia, siano previsti miglioramenti nella qualità o miglioramenti nelle attività gestionali. Sarebbe utile conoscere per tempo quale servizio sarà offerto alla città ma l’assenza di miglioramenti fa pensare che si vada a certificare il servizio attuale, un servizio ben peggiore da quello stabilito dall’attuale Contratto di servizio provvisorio ancora prorogato. C’è da chiedersi perché da anni è stata sospesa la raccolta degli indumenti dismessi e delle scarpe mentre in altre città il servizio è attivo e “dona valore” avviando un ciclo virtuoso di riutilizzo di abiti e calzature. C’è da chiedersi perché il Centro Comunale per la Raccolta dei rifiuti di via Sprecacenere (costo 220.000 euro) sia ancora inutilizzato e vandalizzato mentre i cittadini non sanno dove poter conferire le potature di balconi e giardini e finiscono per mettere nei cassonetti un materiale che rifiuto non è così come non sanno dove conferire i rifiuti ingombranti. C’è da chiedersi cosa impedisce di organizzare la raccolta degli oli usati per friggere, oli che così oltre a non essere recuperati e valorizzati finiscono negli scarichi dei lavandini causando problemi agli impianti di depurazione», rimarca ancora Cislaghi che infine aggiunge: «A fronte di tutta questa serie “di sfortunati eventi” non ci si stupisce se poi un piccolo intoppo nello smaltimento dei rifiuti provoca disagi ai cittadini con cassonetti strapieni e buste di rifiuti che cadono a terra ma desta molta preoccupazione quanto si ricava da PEF perché a fronte dei 30 milioni di spesa previsti non c’è evidenza dei servizi che oggi sono assicurati con la stessa spesa e cioè la pulizia delle fontane, la raccolta dei rifiuti abbandonati sulla circonvallazione e gli interventi di disinfestazione solo per citarne alcuni. Avere meno servizi con la stessa spesa vuol dire pagare di più i servizi offerti e su questo si aspettano chiarimenti rassicuranti dai Commissari di Foggia.»

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