Sabato 28 Maggio 2022 | 02:17

In Puglia e Basilicata

infrastrutture

Foggia guarda alla seconda stazione: l'11 maggio il vertice a Roma

Seconda stazione di Foggia, attesa forse finita

I binari della stazione di Foggia

Progetto di area vasta con Molise e Basilicata. Si punta a far arrivare il Corridoio europeo, da realizzarsi entro il 2030

09 Maggio 2022

Massimo Levantaci

FOGGIA - Non ci saranno gli enti locali della provincia di Foggia, al vertice con il ministero delle Infrastrutture sullo schema di alta velocità per la Capitanata in programma l’11 maggio. Comitati territoriali e sindacati li hanno soppiantati: da mesi conducono un confronto con i tecnici ministeriali in prima persona, gli enti «pur invitati a partecipare non rispondono», afferma Pasquale Cataneo responsabile del centro studi nazionale della Confsal. Il piano è stato messo a punto durante un convegno organizzato dal sindacato a Foggia, presenti rappresentanti delle altre regioni (il Molise con la consigliera regionale Micaela Fanelli, la Basilicata con il segretario regionale Gerardo De Grazia della Confsal), ma non, appunto, i rappresentanti locali di Comune (retto da un commissario), Provincia di Foggia e della Regione Puglia (l’assessore alla Mobilità, Maurodinoia).

Si punta a costruire le premesse intorno a Foggia per far arrivare il Corridoio europeo, da realizzarsi entro il 2030. Il capoluogo dauno sarà sede di hub multimodale, le delibere del 2017 del Comune di Foggia e del 2018 della Provincia recepiscono lo schema di programma inserito tra le dieci opere pubbliche da finanziare nel periodo 2021-27 a livello europeo nel piano di Sviluppo e Coesione.
«Associazioni e sindacati si pongono in maniera proattiva in questo progetto. Pongono proposte ragionevoli, con un potenziale di costo molto basso», ha detto il presidente nazionale di Assofer, Armando De Girolamo, presente al confronto.

Hub multimodale e alta velocità sono facce della stessa medaglia, nella logica di Area vasta con Basilicata, Molise e il Nord della Puglia il progetto sulla seconda stazione di Foggia, già finanziato con 40 milioni, rappresenta il fulcro di questa operazione. «Rinunciando alla sua stazione centrale nei collegamenti verso il Tirreno - dice Cataneo - Foggia farà risparmiare allo Stato un miliardo di euro. Il cambio-banco, ovvero il regresso della direzione di marcia dei treni che oggi avviene regolarmente sui collegamenti Foggia-Roma e altre tratte sulla tirrenica, non ci sarà più. Per recuperare un’ora sulla Bari-Napoli lo Stato investe 6,2 miliardi: in pratica per ogni minuto risparmiato lo Stato investe 103 milioni. A Foggia la seconda stazione farà risparmiare sulla tratta 9 minuti, l’analisi costi-benefici prevede somme irrisorie rispetto a quelle già finanziate per l’intera opera: oltre ai 40 milioni per la stazione, nel progetto è inserito il collegamento con l’aeroporto Gino Lisa, costo 100 milioni. L’alta velocità fa risparmiare tempo e agevola lo sviluppo dei territori. Ecco perchè Molise e Basilicata guardano con favore a questo piano. Dove c’è l’alta velocità non c'è migrazione e cresce il Pil».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725