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FOGGIA - «Le responsabilità della mancata apertura dei presidi medici nei centri a forte attrazione turistica della Capitanata sono della direzione generale della ASL di Foggia. Sembra impossibile, eppure è vero: siamo nel pieno della stagione turistica e sul Gargano e nelle altre zone turistiche, la ASL di Foggia ancora non è nelle condizioni di aprire i centri di assistenza medica turistica. Lesina, Vieste, Peschici, Rodi ne sono privi. Non è accettabile, la direzione generale della ASL di Foggia ammetta tutte le sue responsabilità».

La denuncia è del Presidente dell’Adiconsum di Foggia, Giovanni D’Elia.

«Questo grave risultato è il chiaro segnale di una mancanza di programmazione che doveva partire già dal mese di Gennaio. Come Adiconsum chiediamo all'assessore regionale alla sanità Lopalco e al Presidente della Regione Puglia Emiliano che vengano assunte immediatamente iniziative efficaci per ovviare a queste gravissime mancanze e per garantire in provincia di Foggia gli standard previsti nel piano regionale della salute. Nell’ultima riunione del Comitato di Coordinamento della ASL - prosegue Giovanni D’Elia - il Direttore generale Vito Piazzolla ha ammesso che gran parte dei medici ha dichiarato l’indisponibilità a recarsi sul presidi a causa delle deficienze organizzative, come l’assenza di alloggi o il mancato riconoscimento delle regolari indennità. Sono migliaia le segnalazioni di grave disagio che ci sono pervenute, sia da parte dei turisti, che degli stessi residenti nelle località. Emblematica è la situazione di Marina di Lesina, dove per accedere alle urgenze si è costretti a recarsi negli ospedali di San Severo, Foggia o San Giovanni Rotondo, mettendo totalmente a rischio la sicurezza sanitaria. La carenza di programmazione nelle politiche della salute pubblica sul territorio dauno - sottolinea il presidente dell’Adiconsum di Foggia - è fortemente caratterizzata dall'assenza di provvedimenti da parte della direzione generale della ASL, che si rifugia, per incomprensibile comodità, nella situazione pandemica, dimenticando che gli utenti, in special modo quegli anziani, devono aspettare mesi per una visita specialistica, che i presidi territoriali e zonali lavorano con il personale ridotto all’osso e che solo grazie all’azione e all'impegno di questi ultimi si riesce a malapena a garantire le urgenze. Sono decine di migliaia le visite in attesa, addirittura molti pazienti dimenticano di aver fatto la prenotazione o sono costretti a rivolgersi ai privati, per non parlare dei medici di base che al massimo rispondono alle richieste dei pazienti solo via telefono. Sono chiare le responsabilità per tali situazioni da parte della Direzione Generale della ASL di Foggia ed è per questo che sia il Presidente della regione, sia l’assessore alla sanità devono intervenire con urgenza».

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