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L'iniziativa

Foggia, studentessa di Medicina avvia raccolta fondi per il Riuniti: 91mila euro per la lotta al Covid

Foggia, studentessa di Medicina avvia raccolta fondi per il Riuniti: 91mila euro per la lotta al Covid

La Direzione dell’Azienda ha pensato di corrispondere la grande generosità ricevuta facendo convergere le donazioni dei cittadini su importanti innovazioni tecnologiche

02 Novembre 2020

Graziana Capurso

FOGGIA - Il sogno di diventare medico e la voglia di fare la propria parte per aiutare chi c'è già in prima linea nella lotta contro il Coronavirus: con questo spirito una studentessa di Medicina di Foggia, Chiara Di Lella, è riuscita a raccogliere 91.606,00 euro da donare al Policlinico Riuniti di Foggia. I fondi saranno utilizzati per importanti innovazioni tecnologiche e per l’applicazione del monitoraggio predittivo con il progetto Smartmews

“Anche una piccolissima donazione può fare la differenza” – ha dichiarato  Chiara Di Lella nel messaggio sulla piattaforma GoFoundMe. “Ringrazio, a nome di tutta la Direzione Strategica, Chiara Di Lella e i tantissimi cittadini che hanno mostrato attenzione e vicinanza al Policlinico Riuniti in questo periodo di emergenza sanitaria – ha dichiarato il Direttore Generale del Policlinico Riuniti di Foggia, Vitangelo Dattoli. 

La Direzione dell’Azienda ha pensato di corrispondere la grande generosità ricevuta facendo convergere le donazioni dei cittadini su importanti innovazioni tecnologiche, con un impegno per qualcosa di duraturo e di prospettico in termini di upgrade per lo sviluppo della nostra struttura. "Smartmews è un progetto altamente innovativo per poter controllare la predittività dell’aggravamento delle condizioni del paziente attraverso l’analisi degli score, oltre che in termini di ottimizzazione delle risorse umane e di riduzione del rischio infettivologico. Il sistema è costituito da singoli moduli paziente interconnessi ad un’unica piattaforma Server per l’accentramento e la gestione dei dati acquisiti. Nella gestione clinica del paziente con insufficienza respiratoria, queste postazioni potrebbero garantire un monitoraggio costante con segnalazione del deterioramento clinico e dello sviluppo di sepsi, che può avvenire improvvisamente e in tempi molto rapidi. I dispositivi possono, inoltre, essere collegati a ventilatori meccanici e consentire di individuare più correttamente i pazienti da ricoverare in unità di Terapia intensiva piuttosto che nei reparti di Pneumologia e nelle unità di Malattie Infettive.

“La fruibilità dei sistemi informatici del progetto SmartMews costituisce un sicuro vantaggio in termini di efficacia degli interventi assistenziali e di efficienza operativa – conclude il Direttore Generale Vitangelo Dattoli. La telemedicina applicata a sistemi predittivi non è, infatti, solo uno strumento estremamente utile, ma diventa addirittura indispensabile perché permette un intervento tempestivo dei differenti operatori sanitari coinvolti, scongiurando così complicazioni ulteriori ed evitabili”.

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