È previsto questa settimana il provvedimento del ministero dell’Ambiente che autorizzerà Ex Ilva a fermare tre batterie della cokeria dello stabilimento di Taranto per consentire lavori di manutenzione straordinaria. Lo stop riguarderà le batterie 7, 8 e 12 a partire dal 20 gennaio e fino ad aprile 2026.
La bozza del parere ministeriale è favorevole, così come il verbale della recente conferenza dei servizi alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Ispra, Arpa Puglia, Regione Puglia, Comune e Provincia di Taranto e il gruppo istruttore dell’Autorizzazione integrata ambientale. La fermata delle cokerie equivale infatti a una modifica dell’Aia, che autorizza la produzione sulla base di uno specifico assetto impiantistico.
Una volta fermate le tre batterie attualmente in esercizio, l’azienda le manterrà in preriscaldo insieme alla batteria 9, oggi non attiva, attraverso la centralina di miscelazione azoto-metano. I lavori consisteranno nella sostituzione del reattore catalitico dell’impianto di desolforazione del gas di cokeria: l’attuale reattore verrà demolito e sostituito con uno nuovo, un serbatoio cilindrico del diametro di 3,6 metri e alto 12,1 metri.
Si tratta di uno stop senza precedenti nella storia più che sessantennale dello stabilimento di Taranto. Nei circa tre mesi e mezzo di fermata non verrà prodotto carbone coke, uno dei materiali di carica degli altiforni, che sarà quindi acquistato dall’estero. Per il prossimo trimestre l’azienda non ha effettuato acquisti di fossile.
Dal punto di vista occupazionale, tra 200 e 300 lavoratori addetti alle cokerie non saranno impiegati sugli impianti. Non andranno in cassa integrazione, poiché l’ex Ilva si è impegnata a non superare il tetto complessivo di 4.450 cassintegrati nel gruppo, di cui circa 3.800 a Taranto, ma saranno avviati a corsi di formazione, soluzione che non trova il consenso unanime di tutte le sigle sindacali.
La fermata sarà accompagnata da una decina di prescrizioni, tra cui la prosecuzione del monitoraggio ambientale e il mantenimento dei presìdi di vigilanza e manutenzione. Secondo la bozza del parere, dalla modifica proposta non si attendono effetti negativi significativi sull’ambiente; al contrario, con lo stop delle batterie verranno ridotte diverse emissioni inquinanti, a partire dal benzene, con un beneficio ambientale.
I sindacati temono tuttavia che la fermata possa rappresentare l’anticamera di uno stop più ampio e generalizzato, in assenza di un nuovo investitore e di un piano industriale che garantisca investimenti e rilancio. A questa lettura replicano i commissari di Acciaierie e il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, secondo cui si tratta esclusivamente di una manutenzione straordinaria necessaria alle batterie coke e non di un passo verso la chiusura degli impianti.
















