Lunedì 12 Gennaio 2026 | 16:34

Riforma Nordio, D’Aluiso (Ordine Avvocati): «Giusto votare sì, cittadino più tutelato»

Riforma Nordio, D’Aluiso (Ordine Avvocati): «Giusto votare sì, cittadino più tutelato»

 
Giovanni Longo

Reporter:

Giovanni Longo

Riforma Nordio, D’Aluiso (Ordine Avvocati): «Giusto votare sì, cittadino più tutelato»

Ecco le ragioni per le quali l’avvocato Salvatore D’Aluiso, presidente dell’Ordine degli avvocati di Bari, voterà “sì” al referendum sulla Giustizia.

Lunedì 12 Gennaio 2026, 13:51

16:22

«È l’esatto contrario di quanto sostiene il Comitato per il “no”: con la riforma il cittadino sarà più tutelato». Una delle ragioni per le quali l’avvocato Salvatore D’Aluiso, presidente dell’Ordine degli avvocati di Bari, voterà “sì” al referendum sulla Giustizia.

Non tutti gli avvocati la pensano come lei, cosa vi divide?

«Per la verità ci sono anche magistrati favorevoli alla riforma costituzionale, credo sia legittimo all’interno di ciascuna componente pensarla in maniera diversa».

Quali le ragioni per votare si?

«Ci sono due profili, il primo riguarda il merito della riforma, il secondo, l’inconsistenza delle ragioni del no. La riforma è la naturale prosecuzione di quanto già previsto dall’art. 111 della Costituzione, secondo il quale, tra l’altro, il giudice dev’essere “terzo e imparziale”».

Separazione delle carriere tra Pm e giudici, dopo le riforme i passaggi di funzione sono davvero pochissimi. Perché inserirlo nella Carta?

«La riforma completa e rafforza quanto già previsto. Il giudice non deve neanche apparire come un soggetto “vicino” a una parte. E la prima categoria professionale ad avere interesse a sostenere l’indipendenza della magistratura, le assicuro, non può che essere quella degli avvocati perché serve la certezza che il proprio interlocutore sia assolutamente scevro da condizionamenti esterni».

Il Comitato per il “No” lancia l’allarme: rischio assoggettamento del pm all’esecutivo. È così?

«Mi pare un’obiezione inconsistente. Le cronache hanno rivelato come in alcune vicende, qualcuno con responsabilità apicali nella magistratura era vicinissimo alla politica con cui si decidevano iniziative che andavano a compromettere l’autonomia della magistratura stessa».

Forma oltre la sostanza?

«Per un cittadino votare “sì” significa avere la certezza non soltanto sostanziale ma anche formale sulla circostanza che chi deve giudicare sarà assolutamente equidistante».

Non è già così?

«Frequentando ogni giorno le aule di giustizia, non sospetto nella maniera più assoluta che non sia così, ma è plausibile che oggi non appaia così».

Passiamo al sorteggio, “criterio” individuato per eleggere i componenti dei due futuri Csm, uno per i Pm, l’altro per i giudici. Giusto affidarsi alla sorte?

«Il sorteggio non mi entusiasma, ma mi chiedo perché siamo arrivati a questo. Ci sono state degenerazioni che talvolta si sono verificate nella gestione di talune prerogative proprie del Csm. Il sorteggio ha una funzione “terapeutica” anche rispetto a situazioni che non hanno fatto bene anzitutto all’immagine della magistratura che non meritava alcune derive».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)