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L'inchiesta

Sanità, appalti e assunzioni a Foggia: arrestati Cera senior e jr. Emiliano forse sarà interrogato

L'accusa: condizionamento negli appalti di Sanitaservice: in manette l'ex parlamentare Udc e il figlio, consigliere regionale dello stesso partito

asl foggia

Tentata concussione è l’accusa che stamattina ha portato ai domiciliari l’ex parlamentare Udc, Angelo Cera, 67 anni, e suo figlio Napoleone, 39 anni, consigliere regionale dello stesso partito. Il provvedimento chiesto dal pm Marco Gambardella ed emesso dal gip Armando Dello Iacovone è stato eseguito stamattina dalla Finanza. 

Ai Cera verrebbero contestati tre episodi, tra cui pressioni su Sanitaservice e Asl per impedire l’internalizzazione del servizio Cup degli ospedali di Foggia. Il primo episodio riguarda un tentativo di concussione ai danni di alcuni dirigenti del Consorzio di Bonifica per la Capitanata finalizzati all’assunzione di alcune persone. Secondo l’accusa, per convincere il consorzio di bonifica a concedere quanto chiedeva, Napoleone Cera avrebbe presentato un emendamento alla legge regionale di riforma con l’obiettivo di ridurre i finanziamenti. Per tale capo d'accusa, per cui il gip ha concesso i domiciliari, la Procura aveva chiesto la custodia in carcere.

Il secondo filoneriguarderebbe un episodio di corruzione finalizzata a sospendere l’affidamento alla Sanitaservice della gestione del Cup - Centro unico prenotazioni. Per tale vicenda, per la quale non è stata concessa alcuna misura restrittiva, risulta indagato anche il direttore generale dell'Asl, Vito Piazzolla (si è dichiarato assolutamente estraneo ai fatti).

Infine il terzo sarebbe un episodio di corruzione per favorire la nomina, quale commissario dell’Asp, di una persona indicata dai due Cera. In cambio padre e figlio avrebbero appoggiato Francesco Miglio, candidato sindaco a San Severo alle elezioni comunali. Su tale capo d'accusa, però, il gip ha respinto la richiesta di arresto in quanto non ha ritenuto sussistente l’ipotizzato scambio tra la richiesta di Emiliano (quella di aiuto elettorale) e la nomina chiesta da Cera (il commissario della Asp).

PROCURATORE: IN FILA DAI CERA PER LE "CLIENTELE"

E proprio questo rappresenta un filone di inchiesta che ha coinvolto nei giorni scorsi, l'assessore regionale al Welfare, Totò Ruggeri e il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, entrambi indagati per corruzione per una nomina ("mai fatta") in una Asp, un'azienda di servizi alla persona. Era stato lo stesso Emiliano, ieri, a 24 ore di distanza dal suo assessore, a rendere pubblico via Facebook il suo coinvolgimento nell'indagine, lo stesso giorno che Ruggeri - convocato in procura - si era avvalso della facoltà di non rispondere, rinviando a un chiarimento in un secondo momento. Da qui l'intreccio con l'inchiesta madre, culminata oggi con gli arresti di padre e figlio. Intanto, l'Udc ha sospeso dal partito i due Cera.

LA NOMINA ASP "MAI FATTA" E LA CONTROPARTITA

L’ipotesi del pm Marco Gambardella con l’aggiunto Antonio Laronga riguarda la nomina del commissario della Asp «Castriota e Corropoli» di Chieuti (dopo le dimissione del cda), un’azienda di servizi alla persona che controlla tre strutture assistenziali della zona garganica, e prende le mosse - lo si evince dagli atti finora conoscibili - dalle intercettazioni telefoniche disposte sull’utenza del consigliere regionale Cera, anche lui esponente dell’Udc come Ruggeri. 

Nello scorso febbraio, a seguito delle dimissioni del cda, la Regione - come previsto dalla legge 15/2004 - avrebbe dovuto nominare alla Asp un commissario per sei mesi. Ed è a questo punto che - per quanto è possibile ricostruire anche attraverso fonti direttamente a conoscenza di quanto accaduto otto mesi fa - Emiliano (in quanto capo del centrosinistra in Puglia) avrebbe chiesto a Cera di impegnarsi per la ri-elezione di Francesco Miglio a sindaco di San Severo. Un impegno politico, appunto, che avrebbe avuto come contropartita la richiesta da parte di Cera di nominare a commissario della Asp di Cosimo Titta, avvocato fedelissimo del consigliere foggiano (di cui è collaboratore al gruppo Udc in Regione). Nomina che, peraltro, non è mai stata perfezionata perché Emiliano non ha mai firmato il relativo decreto.

L’assessore Ruggeri, a cui era stato chiesto in un primo momento, sempre da Cerala nomina come commissario, di Sabina Ferrero, assessore di un comune foggiano.

La versione dei fatti offerta ieri dal governatore («Ero libero di proporre alla giunta qualunque nominativo, senza limiti di qualificazione professionale e senza necessità di procedure ad evidenza pubblica non previste da nessuna legge nazionale o regionale per l’incarico di commissario») ha dunque una sua logica politica. «Non escludo che alcune di queste indicazioni siano alle volte pittoresche, veementi, fondate su pressioni e interessi politici, finanche elettorali in alcuni casi», aggiunge Emiliano, «ma a mio parere tali indicazioni sono sempre legittime perché finalizzate all’esercizio di un potere assolutamente discrezionale». La Procura di Foggia ritiene però, evidentemente, che questo meccanismo sia il sinallagma di un accordo illecito.

DIFESA CERA: CHIARIRANNO TUTTO, CONTESTATO UN EPISODIO SU TRE

Il gip di Foggia, su tre episodi denunciati dalla Procura, ne ha ritenuto significativo soltanto uno, che non riguarda né malaffare, né tangenti, né falsificazioni di qualsiasi tipo. Presentare un emendamento in commissione e poi ritirarlo lo stesso giorno, vuol dire che quell'emendamento non aveva nessuna possibilità di essere approvato. La verifica che dovrà effettuarsi è se il legittimo esercizio dell’attività politica meriti attenzione penale addirittura fino alla misura cautelare, tenuto conto che, tra l'altro, è contestato un reato nella forma del semplice tentativo. I Cera sono in condizioni di offrire ogni chiarimento». Lo dichiara l’avvocato Francesco Paolo Sisto, difensore di Angelo e Napoleone Cera, agli arresti domiciliari su disposizione della magistratura di Foggia per tentata concussione. Nei prossimi giorni i due arrestati saranno sottoposti ad interrogatorio di garanzia dinanzi al gip.

PROCURATORE: SE EMILIANO VUOLE, LA PORTA E' APERTA

Il Procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro, nel corso di una conferenza stampa, ha affermato che «se il Presidente della Regione Puglia vorrà recarsi qui a rendere dichiarazioni spontanee che chiariscono la sua posizione troverà la porta della Procura aperta. Nel frattempo stiamo valutando se interrogarlo o meno».

GOVERNATORE: EQUILBRIO DA PARTE DI PM E GIP

“Prendo atto con soddisfazione - ha dichiarato Emiliano - che quel che avevo lealmente e spontaneamente anticipato, all’oscuro delle valutazioni del GIP del Tribunale di Foggia, ha trovato piena conferma nella sua ordinanza odierna, illustrata con grande correttezza ed obiettività dal Procuratore della Repubblica Ludovico Vaccaro. La stessa, come ormai noto, ha escluso totalmente la mia responsabilità per il reato di corruzione, ritenendo insussistente la prova della mia consapevolezza di un nesso causale tra la richiesta di nomina del commissario Asp e la richiesta di appoggio elettorale in favore del sindaco di San Severo".

"Lo stesso Procuratore Vaccaro, lealmente - prosegue Emiliano - ha ammesso che il GIP ha ritenuto insussistente il sinallagma così confermando quanto da me ieri dichiarato, tant’è che lo stesso Procuratore ha aggiunto che le indagini su questo punto dovranno proseguire per cercare eventuali prove di questo sinallagma che allo stato non sussistono. La conferma, ad un solo giorno dalla conoscenza di questi fatti, di quanto da me evidenziato ai cittadini, mi rende particolarmente contento, ma non mi basta. È mio preciso interesse che la Procura si convinca definitivamente della mia totale estraneità".

"Devo anche aggiungere - conclude - che sia il Pubblico Ministero che il GIP sono stati corretti ed equilibrati nel gestire e valutare una fattispecie delicatissima in un momento elettorale altrettanto delicato".

OPPOSIZIONE: IL GOVERNATORE DOVREBBE DIMETTERSI

Tutti i protagonisti di questa vicenda devono dimettersi: dal consigliere Cera, all’assessore Ruggeri (come fatto da altri assessori in circostanze analoghe), al Presidente Emiliano, ormai coinvolto in tre inchieste». Lo dichiarano i consiglieri regionali del M5S in seguito all’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari il consigliere Napoleone Cera e suo padre Angelo, ex deputato Udc, per un tentativo di concussione ai danni di dirigenti del Consorzio di Bonifica per la Capitanata finalizzati all’assunzione di alcune persone.

«Emerge in maniera evidente - sostengono - che in questa Regione c'è un problema sulle nomine e non è assolutamente vero quello che ha scritto Emiliano sulla sua pagina fb: per legge le nomine dei commissari di enti pubblici e aziende di diritto pubblico devono essere sottoposte al preventivo parere della commissione consiliare e non sono affidate alla piena e insindacabile discrezionalità del Presidente della Giunta». «È grave - rilevano - che Emiliano abbia giustificato la prassi posta in essere dai consiglieri di indicargli i nominativi per le nomine. Queste, seppur discrezionali, devono comunque essere effettuate sulla base di curriculum e competenze, non di mere indicazioni politiche. Il Pubblico Ministero Antonio Laronga in conferenza stampa ha parlato di 'attività ricattatoria e clientelare spaventosà. Com'è possibile non si sia mai accorto di quello che stava succedendo?».

FORZA ITALIA: EMILIANO INDAGATO DOVREBBE TACERE

«Leggendo le dichiarazioni di Michele Emiliano, indagato per corruzione dalla Procura di Foggia, sentiamo di dire che il presidente fa il moralista anche quando, per buongusto e rispetto della magistratura, dovrebbe optare per il silenzio. Siamo sempre garantisti, ma l’arroganza di Emiliano è una costante che non si addice ad un uomo delle istituzioni». Lo affermano il commissario regionale di Forza Italia, Mauro D’Attis, e il vice commissario Dario Damiani.

«Proprio perché sotto inchiesta, dovrebbe spogliarsi per una volta - sostengono - delle vesti di 'pubblico ministero & sceriffò e lasciare che la giustizia faccia il suo corso. Invece, ha preferito, con la solita fuga di notizie, giocare d’anticipo e dare lui stesso l’annuncio della sua terza iscrizione nel registro degli indagati da quando guida la Regione. Peraltro, è una vicenda che ruota attorno all’amministrazione di San Severo, dove Emiliano ha fatto l'assessore alla Legalità. In ogni caso, è una brutta pagina politica per la Puglia che attende tempi (e governi) migliori».

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