Giovedì 02 Luglio 2020 | 11:49

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FOGGIA - Gli ispettori del lavoro non vanno in vacanza e lo testimoniano gli ultimi controlli effettuati in centri turistici, ma anche nei più discreti comuni del Subappennino. Oltre 91mila euro (91350 per la precisione) il totale delle sanzioni comminate a seguito dell’ultima tornata di controlli: l’Ispettorato picchia duro, i datori di lavoro pagano per riottenere la licenza, ma poi tutto torna come prima? L’interrogativo resta sospeso in attesa di capire quanto incidano realmente questi controlli. A giudicare dalla vastissima platea di irregolari, si può pensare che la linea dura non abbia finora spaventato più di tanto i datori. A meno che le imprese non considerino la sanzione un male necessario da pagare per tenere lavoratori in nero, sempre che si venga scoperti. Insomma il rischio vale la candela.

Il segnale lanciato dall’Ufficio provinciale è che la guardia resta alta: imprese, negozi, il vasto panorama del terziario (nonchè le aziende agricole, ma qui siamo in presenza di un forte ravvedimento) sono avvisati. A distanza di quasi un anno dall’inasprimento dei controlli la situazione sembra però identica al passato. Intendiamoci, le ispezioni ci sono sempre state, ma l’informazione che ne viene data da un paio di anni con la direzione Di Modugno è diventata molto più puntuale e trasparente proprio con l’obiettivo di mettere in guardia i datori. E invece non è improbabile che gli ispettori si ritrovino a dover fare i conti con intere aziende senza personale assunto. Lavoro dunque irregolare, completamente irregolare nella maggior parte delle aziende controllate. Gli ispettori hanno effettuato nell’ultimo mese una serie di sopralluoghi in attività balneari e in esercizi commerciali della provincia riscontrando anomalie soprattutto in tema di contratti di lavoro e sulla sicurezza. Nel corso degli ultimi 21 accessi ispettivi in località balneari della provincia di Foggia non c’era un solo lavoratore di quelli controllati che avesse un contratto in regola o che avesse solo un contratto. Nulla di nuovo sotto il sole, si dirà. Ma quadro abbastanza sconfortante per il cittadino che rispetta la legge e paga le tasse dal proprio stipendio. Nei primi sei mesi del 2019 attraverso ispezioni continue e insistite si è potuto constatare come nel commercio, in edilizia e nel terziario in genere si continuino ad ingaggiare lavoratori a nero. Altro fenomeno diffuso, quello segnalato dagli ispettori nei supermercati: i lavoratori risultano sotto contratto, ma poi sono obbligati a trascorrere in azienda più ore di quante ne siano previste dalla contrattazione di categoria.

Sono stati messi sotto i riflettori alberghi, villaggi turistici, pizzerie e pub. Gli ispettori hanno adottato sei provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale per un totale di 12.000 euro in applicazione della normativa vigente e verranno irrogate 18 sanzioni amministrative per un importo pari a 58.850 euro. Multe salate che gli imprenditori pagano per non chiudere: la maggior parte dei titolari degli esercizi “pizzicati”, infatti, pur di non perdere la licenza e di non vedersi sospesa l’attività nel pieno della stagione estiva (nel caso di attività turistiche) mette mano al portafogli senza battere ciglio dopo aver dimostrato di aver messo in regola il lavoratore.
Ma l’illegalità sui luoghi di lavoro si diffonde ovunque a Foggia come in provincia. In altri quattro accessi ispettivi presso pubblici esercizi in due località del Subappennino Dauno sono emerse - riferisce ancora l’Ispettorato - 3 aziende irregolari. In particolare, in un esercizio sono stati trovati intenti al lavoro “nero” 5 lavoratori su 7. È stato adottato un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per un importo pari a 2.000 euro in applicazione della normativa vigente, e verranno irrogate 7 violazioni amministrative per un importo pari a 18.500 euro. Un solo esercizio degli ultimi quattro controllati non presentava alcuna anomalia sia dal punto di vista dell’inquadramento del personale che sul piano della sicurezza: quasi una mosca bianca in uno scenario caratterizzato da furbi, raggiri e abusi in danno ai lavoratori.

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