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Foggia, la Cisl: «aprire il tavolo delle povertà»

Costantino: «Pensiamo all’accoglienza dei migranti e aiutiamo i nostri disoccupati»

Foggia, la Cisl: «aprire il tavolo delle povertà»

FOGGIA - Si avvicina a grandi falcate un’altra stagione del pomodoro in Capitanata, i ghetti tornano a riempirsi (anzi, forse non si sono mai svuotati) e ora dopo il parziale abbattimento di baracche sulla pista di borgo Mezzanone è già in atto il travaso di migranti che a Mezzanone non hanno più interessi a restare, verso il ghetto di Rignano scalo. Cosa ne è stato nel frattempo delle misure in Capitanata per contrastare il caporalato annunciate dal ministro Di Maio in Prefettura a Foggia il 3 settembre scorso? Se lo chiede la segreteria della Cisl che ha intensificato prima di Natale contatti con l’arcivescovo monsignor Vincenzo Pelvi con l’obiettivo - secondo quanto affermato alla Gazzetta dalla segretaria generale Carla Costantino, di aprire un confronto a tutto campo su migranti, poveri e sulle persone disagiate in questo territorio «che coinvolga le istituzioni e la società civile».

Il sindacato di via Trento cerca una sponda nella Curia arcivescovile consapevole degli ostacoli da superare. L’incontro «privato e programmatico con monsignor Pelvi», pone le premesse per una discussione ora da allargare alle altre forze sociali e alle istituzioni (non è dato sapere quanto a questo processo partecipino anche Cgil e Uil). «Sono state tracciate le linee di una sinergia da attuare», recita la nota diffusa dal sindacato a margine dell’incontro con il presule. L’obiettivo della Cisl è ambizioso: contribuire a costruire la “Rete istituzionale sulle povertà”, un progetto articolato e che coinvolge non solo i migranti che popolano i centri del Foggiano, ma tutti i poveri, dalle famiglie meno abbienti alle persone senza fissa dimora. Il fine ultimo della inedita collaborazione fra Cisl e diocesi Foggia-Bovino è infatti quello di giungere a un «censimento delle povertà», propedeutico alla realizzazione di un sistema dell’accoglienza «ormai inevitabile - sottolinea la sindacalista - che tenga conto dei diritti di lavoratori che oggi rivestono un ruolo di grande importanza per il nostro tessuto economico, basti ricordare che senza di loro le campagne sarebbero spoglie e abbandonate».

Il progetto della Cisl e della Diocesi dovrebbe concretizzarsi entro l’estate: «Abbiamo la necessità di fare rete - sottolinea Carla Costantino - con Prefettura, Amministrazioni locali, Confindustria, Camera di Commercio, Caritas, enti pubblici e privati, fondazioni ed associazioni operanti nel volontariato. Dobbiamo essere inclusivi, fare in modo che il sistema istituzionale che già sostiene il volontariato di questa città sia sempre più allargato e partecipe».
La Cisl chiede infatti di fare chiarezza sulle molteplici realtà del sistema dell’accoglienza oggi teorizzate nei vari tavoli prefettizi a cominciare dalla Rete di qualità del lavoro agricolo, in gestazione ormai da due anni, ferma tuttavia ancora alla fase del coinvolgimento delle sempre più recalcitranti aziende. «Noi vorremmo che il tavolo delle povertà - aggiunge Costantino - facesse ordine e chiarezza sulle tante proposte in sospeso. Ci avviciniamo a un’altra stagione delle grandi raccolte agricole in questa provincia, a che punto siamo con la rete dell’accoglienza. Dai moduli abitativi della Regione a San Severo e Apricena e non ancora realizzati, alle proposte sul collocamento con il coinvolgimento diretto dei centri per l’impiego presentato a Foggia dal ministro Di Maio, parliamo di tutta una serie di buone intenzioni che si fa fatica a seguire. La stessa Rete di qualità piuttosto che essere uno strumento di condivisione per contrastare il caporalato, è considerata dalle aziende una sorta di marchio d’infamia. Ci sono tanti imprenditori agricoli che rispettano le leggi in questa provincia, ma temono una sovraesposizione aderendo alla Rete. È questo a mio avviso un tema da riprendere con forza e che andrebbe collegato al processo di integrazione dei lavoratori agricoli migranti, due facce della stessa medaglia».

La questione dei ghetti rischia per la Cisl di oscurare il fenomeno delle nuove povertà che si annida nelle nostre città in forme ormai sempre più evidenti. «Il censimento delle povertà - sottolinea Carla Costantino - dovrebbe rispondere più in generale a questi bisogni: sono poveri anche i giovani disoccupati, le donne che rinunciano al lavoro per dedicarsi alla famiglia e ad accudire i figli, tutte quelle persone estromesse dal ciclo produttivo per i motivi più svariati e non hanno più l’età e la forza per ricollocarsi». La Cisl intende incalzare su questo anche l’Asl: «Le liste d’attesa, la mobilità passiva sono temi sui quali vorremmo confrontarci con il direttore generale dell’Asl il quale stenta ad avere rapporti costanti con le parti sociali. Noi abbiamo il polso dei territori, chiediamo l’apertura di un confronto partendo dai bisogni dei cittadini».

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