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Furbetti del cartellino nel Foggiano

Assenteismo al Comune di Carpino: arrestato anche il controllore del personale VD

Le indagini, coordinate dalla procura di Foggia, sono durate un paio di mesi e si sono avvalse dell’utilizzo di telecamere piazzate all’interno della struttura comunale.

Latiano, timbrava e poi si allontanava dal lavoro: arrestato dipendente comunale

FOGGIA -  I carabinieri di Carpino hanno arrestato per assenteismo una decina di dipendenti del piccolo Comune foggiano. Sono stati tutti posti ai domiciliari.

Le indagini, coordinate dalla procura di Foggia, sono durate un paio di mesi e si sono avvalse dell’utilizzo di telecamere piazzate all’interno della struttura comunale. Secondo fonti investigative gli indagati si allontanavano spesso dal proprio posto di lavoro per motivi estranei ai propri doveri d’ufficio.

«Qui al Comune di Carpino lavorano complessivamente 25 persone tra impiegati comunali e agenti di polizia locale. Significa quindi che quasi la metà dei dipendenti è stata arrestata. Stiamo cercando di riorganizzare il lavoro comunale per assicurare ai cittadini i servizi minimi come l’ufficio anagrafe e la segreteria». Così il sindaco di Carpino, Rocco Di Brina, ha commentato l'operazione dai carabinieri che ha portato all’arresto ai domiciliari di dieci dipendenti comunali e di un dipendente del centro per l’impiego dislocato presso il Comune. Carpino è un piccolo Comune che fa parte del Parco nazionale del Gargano con poco più di 4.100 abitanti.

«Non entro nel merito dell’inchiesta anche perché non ho ancora letto alcun documento - ha detto ancora - oggi la mia sola preoccupazione è di garantire che la macchina amministrativa continui a funzionare». «Motivo per cui - ha concluso - ho contattato anche sindaci dei Comuni limitrofi per coadiuvarci e dislocare qui a Carpino del loro personale perché non posso permettere che l’Ente si paralizzi».

SVOLGEVANO ATTIVITA' PRIVATE - «Attraverso artifici e raggiri» si «allontanavano dal luogo di lavoro reiteratamente per recarsi a svolgere attività privata e comunque non relativa ai loro compiti di servizio, procurandosi così un ingiusto profitto». E’ quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari che stamattina è stata notificata a dieci dipendenti del Comune di Carpino e un dipendente Inps, operatore del Centro per l’Impiego situato nella struttura comunale, accusati di assenteismo.
L’interrogatorio di garanzia degli 11 arrestati è stato fissato per il prossimo 21 dicembre.
Nell’ordinanza si legge che gli indagati, «attraverso artifici e raggiri consistiti nel registrare e quindi attestare la loro continuativa presenza negli uffici del Comune, attraverso il passaggio a inizio e fine giornata del personale badge magnetico nel sistema di rilevazione elettronico, e nel volontariamente non reiterare la prescritta timbratura per attestare le uscite che effettuavano nel corso della giornata, inducevano in errore il Comune di Carpino in quanto si allontanavano dal luogo di lavoro reiteratamente, per recarsi a svolgere attività privata, e comunque non relativa ai loro compiti di servizio, procurandosi così un ingiusto profitto».

ARRESTATO ANCHE IL CONTROLLORE DEL PERSONALE - C'è anche il dirigente responsabile del controllo sul personale tra gli 11 dipendenti assenteisti del Comune di Carpino che ieri sono stati posti ai domiciliari con l’accusa di truffa continuata, interruzione di servizio pubblico e false attestazioni o certificazioni. Secondo quanto accertato dagli investigatori, su un totale di 64 giorni lavorativi monitorati dai carabinieri, il dirigente del controllo sul personale avrebbe collezionato più di 50 assenze ingiustificate, risultando assente per una media di un’ora e 34 minuti al giorno.
I dipendenti, ha detto oggi in conferenza stampa il comandante provinciale dei carabinieri di Foggia, colonnello Marco Aquilio, «hanno provocato un danno erariale di circa 24mila euro in due mesi». Dalle indagini è emerso che gli indagati, dopo aver regolarmente timbrato il cartellino all’ingresso, si allontanavano dal posto di lavoro senza timbrare l’uscita. I dipendenti - sostengono gli inquirenti - facevano rientro in ufficio solo nelle fasce orarie di apertura al pubblico, trascorrendo buona parte della giornata lavorativa a chiacchierare al cellulare o a leggere il giornale. Talvolta alcuni degli arrestati facevano ritorno in ufficio con grosse buste della spesa.
Le indagini sono partite da una segnalazione anonima ai carabinieri, dopo la quale sono state installate telecamere nascoste in prossimità degli ingressi del municipio e della macchinetta marcatempo. Dalla visione dei filmanti i militari hanno anche accertato che nei giorni di rientro pomeridiano, cioè il mercoledì e il venerdì, alcuni indagati si sarebbero assentati per l’intero orario lavorativo, presentandosi in comune solo per timbrare ingresso ed uscita, maturando così anche lo straordinario.

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Commenti all'articolo

  • Fabri

    20 Dicembre 2018 - 13:01

    Licenziati subito!!!! Dare il posto a chi ha voglia di lavorare....

    Rispondi

  • eleba

    19 Dicembre 2018 - 12:12

    Non solo non fanno una beata mazza in ufficio ma sentono la necessità di "evadere" dalla routine.lo stipendio guai a toccarlo se no fanno sciopero e si ferma l'Universo.Prova provata che se venissero licenziati a migliaia nessuno sentirebbe la mancanza di certi parassiti.

    Rispondi

  • eleba

    19 Dicembre 2018 - 12:12

    Non solo non fanno una beata mazza in ufficio ma sentono la necessità di "evadere" dalla routine.lo stipendio guai a toccarlo se no fanno sciopero e si ferma l'Universo.Prova provata che se venissero licenziati a migliaia nessuno sentirebbe la mancanza di certi parassiti.

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