Lunedì 10 Dicembre 2018 | 09:34

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L'inaugurazione il 7 dicembre

Lucera, Tutolo punta a 20mila visitatori nella casa di Babbo Natale

Con un biglietto di 5 euro conta così di rientrare delle spese

Lucera, Tutolo punta a 20mila visitatori nella casa di Babbo Natale

LUCERA - La «febbre» del Natale già nel 2017 a Lucera raggiunse temperature significative, e quest’anno si è alzata ulteriormente. Il più... malato, per sua stessa ammissione, è proprio il sindaco Antonio Tutolo che già da settimane ha dichiarato di essere in fermento. Se non è al Comune, va alla biblioteca di San Pasquale dove quest’anno il Babbo Natale lucerino troverà casa per almeno un mese, a partire dal 7 dicembre. Nell’ex convento Tutolo si aggira tra addobbi, pacchi, luci, statue e allestimenti vari, in preparazione di un’iniziativa che alla fine costerà 100 mila euro; soldi che - assicura il primo cittadino - rientreranno tutti, pagando il biglietto di ingresso di 5 euro per una (sua) stima di 20 mila visitatori.
Nel computo record di quest’anno (tanto che esiste un apposito capitolo di bilancio comunale dove attingere per le spese natalizie) figura però anche per circa metà budget il «Lucera light festival», ossia una serie di suggestive illuminazioni artistiche in esclusiva provinciale, proiettate direttamente sulle facciate di chiese e palazzi del centro storico e soprattutto in piazza Duomo, ma anche alla stessa biblioteca in fondo alla villa comunale. E’ questa, quindi, l’unica rappresentazione veramente gratuita.

L’obiettivo resta lo stesso annunciato l’anno scorso, e cioè quello di coniugare il tema natalizio con la possibilità di ammirare il patrimonio storico-artistico della città. Nel 2017 era accaduto al museo Fiorelli (che quest’anno sarà più che altro una succursale con una mostra di statue di santi sotto campane di vetro come unico evento assieme al resto della proposta espositiva), mentre nel 2018 accadrà nel complesso quattrocentesco che ospita la pinacoteca con opere di Cavalli, Ar, Onorato, oltre al prezioso capitale di cinquecentine e incunaboli appositamente allestiti e sconosciuti ai più. L’operazione ha un respiro culturale; la vera novità è la concomitanza della tanto sospirata inaugurazione espositiva dei mosaici di San Giusto, ricavata proprio nel cortile della biblioteca, provenienti dal sito paleocristiano dove sono stati salvati dalle acque della diga di Capaccio costruita una ventina di anni fa a sud est della città. Si tratta di un’attrattiva importante, ma che sta finendo paradossalmente oscurata dalle luci del natale lucerino, fuori e dentro gli edifici in cui si lavora, si discute e ovviamente pure si critica. Dalla minoranza sono già partiti le prime contestazioni, più nel metodo che nel merito, perché vengono evidenziate in questo periodo le difficoltà del Comune a pagare perfino gli stipendi ai dipendenti, senza contare le fatture insolute di fornitori di beni e servizi, anche quelli sociali e quindi di fondamentale importanza.

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