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Vivere con 2 figli piccoli in casa senza luce e acqua: la storia

Il caso di Francesca, giovane mamma, portato alla luce dai volontari della Civilis con una videodenuncia su Facebook

Vivere con 2 figli piccoli in casa senza luce e acqua: la storia

Francesca è una giovane mamma di due bambini di pochi anni; abita a Manfredonia in un piano terra diroccato, privo di luce, acqua, servizi igienici e riscaldamento, sfitto e che ha occupato abusivamente poiché l’immobile è abbandonato da alcuni decenni per una disputa ereditaria. Di sera si serve di candele e ceri (quelli che si accendono davanti alle lapidi) per illuminare la casa e, all’occorrenza, la torcia del cellulare che una vicina di casa le consente di ricaricare presso la propria abitazione. «Una scelta di vita» l’ha definita l’assessore comunale ai servizi sociali, Noemi Frattarolo, spiegando che la donna dopo lo sfratto si era appoggiata in casa del nonno dal quale riceveva un piccolo sostegno economico in cambio di lavori domestici. Un nonno che, sempre a detta dell’assessore, potrebbe continuare a provvedere alla nipote in quanto percepisce una pensione più che decorosa. La diretta interessata, Francesca, replica che un tale obbligo creerebbe serie difficoltà al nonno che dalla sua pensione sottrae più della metà per pagare le rate di un mutuo e che cerca di aiutare anche i figli.


L’appello di questa giovane mamma è stato raccolto dal comandante dei volontari Civilis, Giuseppe Marasco, che ha trasmesso una videodenuncia su Facebook avendo cura di non mostrare il volto della donna e di registrarne solo la voce. Francesca ha poi deciso di raccontare a viso aperto la sua situazione, le sue necessità e le richieste rivolte alla pubblica amministrazione da cui ultimamente non riceve riscontro alcuno. L’assessore conferma che in passato i servizi sociali hanno aiutato Francesca, anche col contributo del 75% sul canone d’affitto per un alloggio da cui, però, è stata sfrattata, ma ha ribadito altresì che in questo caso il Comune non può intervenire poiché l’immobile è occupato senza titolo. Diverse persone, sia sul social network che in privato, stanno inviando messaggi di solidarietà ed esprimendo interesse a dare un proprio contributo alla famiglia: indumenti, mobilio, prodotti alimentari. Tra questi c’è Michele Esposito, titolare di una azienda che opera nell’edilizia: si è detto pronto ad effettuare con amici e colleghi i lavori di ristrutturazione. La buona notizia di una possibile soluzione grazie alla quale sarebbe stato possibile allacciare di luce e gas è poi svanita, e con essa anche la fiducia del compagno/fidanzato di questa giovane che, sotto garanzia dell’anonimato, spiega: «col mio lavoro saltuario riesco a guadagnare circa 400 euro ma sono disposto a darne 200 per l’affitto. I soldi sono comunque pochi perciò dico che ho bisogno di un altro lavoro oppure che si aiuti Francesca, nel frattempo, a trovare un’ occupazione».

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