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Il congresso provinciale

Pensione minima per più di metà degli aventi diritto

Persiano (Cgil): «Svolgiamo un ruolo attivo per le famiglie, più diritti e tutele»

Foggia, più della metà dei pensionati intasca la pensione minima

FOGGIA - Più della metà dei pensionati foggiani intasca pensioni minime, inferiori a cinquecento euro mensili. Secondo i dati forniti dallo Spi Cgil, che ha concluso la fase congressuale in Capitanata confermando il segretario uscente Franco Persiano, il 66% della popolazione in quiescenza della provincia di Foggia si mantiene su redditi bassi e anche l’importo medio delle medesime pensioni, sempre secondo quanto rileva il sindacato, risulta essere «pari a 616 euro». «Il nostro impegno a tutela dei pensionati non verrà mai meno – ha detto nella sua relazione Persiano davanti a 76 delegati – restano le priorità del sindacato su lavoro, giovani, pensioni, diritti e stato sociale». In Capitanata sono quasi 94mila le donne pensionate, poco meno di 73mila gli uomini in pensione, circa 32mila inoltre le prestazioni riconosciute agli invalidi civili per un importo medio mensile di quasi 400 euro ciascuno. Fondamentale, secondo lo Spi, il ruolo esercitato dalle donne nelle famiglie: «Le carenze del sistema sanitario nazionale e del welfare fanno delle donne il primo (e, in molti casi, l’unico) ammortizzatore sociale contro la crisi. Ricade sulle donne, in ambito familiare, il maggior peso del ruolo di “caregiver”, ossia il compito di assicurare la cura alle persone che necessitano quotidianamente di assistenza all’interno delle mura domestiche. Secondo dati Istat - sottolinea ancora lo Spi Cgil - una donna su quattro svolge un’attività in favore degli altri (per gli uomini il rapporto è di uno su cinque). Ogni mese, i caregiver prestano 330 milioni di ore nella cura di chi ha bisogno di assistenza: i due terzi di questo impegno sono sostenuti dalle donne». Il sindacato dei pensionati della Cgil insiste sulla tutela dei nuclei familiari e sul ruolo che in tal senso continuano a svolgere i pensionati, sempre più architrave di un sistema fiaccato dalla crisi economica. I congressi organizzati dallo Spi in giro per la Capitanata sono particolarmente partecipati e non soltanto di anziani, a conferma del ruolo riconosciuto agli uomini e donne con i “capelli bianchi”. Dai primi giorni di settembre, i congressi delle leghe territoriali hanno fatto tappa in 19 paesi e città della provincia di Foggia, coinvolgendo tutti i territori, dal Gargano ai Monti Dauni, passando per l’alto e il basso Tavoliere, arrivando nei piccoli e nei grandi comuni come Manfredonia, Foggia, Cerignola, Lucera e San Severo.

Sono complessivamente 143.760 i pensionati in provincia di Foggia. La parte del leone la fa naturalmente il capoluogo con 30.361; seguono Manfredonia (11.399), Cerignola (9.856), San Severo (9.252) e Lucera (7.134). «La Capitanata – rileva lo Spi - è una provincia che invecchia velocemente e, anche a causa dell’emigrazione, la percentuale degli over 65enni (che comprende anche coloro che non sono ancora andati in pensione) è sempre più alta». Il centro con più anziani, nella Daunia, è Volturara Appula, il paese del premier Giuseppe Conte, dove il 39% dei residenti ha superato i 65 anni d’età; sul podio di questa speciale classifica, poi, ci sono Motta Montecorvino e Celle San Vito, con il 33% dei residenti over 65enni. Foggia si attesta al 21%, mentre la città più giovane della provincia è Carapelle, con una percentuale di anziani pari al 14%. Tra le più giovani anche Stornara (15%), Cerignola (16%), Stornarella e Zapponeta (entrambe al 17%). In tutta la provincia sono 187 gli ultra centenari: 41 a Foggia, 15 a Manfredonia, 13 a San Severo; fuori dal “podio” San Giovanni Rotondo (9), Torremaggiore (7) e Monte Sant’Angelo (7).

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