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Foggia, per il Gino Lisa voli civili e di soccorso

La Regione autorizza il «doppio ruolo» e definisce la “mission" dello scalo. Aeroporti Puglia si cautela con 7,5 milioni

Emiliano, a Foggia sede  Protezione civile Puglia

FOGGIA - La Regione spinge il Gino Lisa verso l’opzione Protezione civile, l’unica che al momento garantisce allo scalo foggiano il prolungamento della pista e la ripresa dei voli civili. Dopo l’atto d’indirizzo ormai datato settembre 2017, la giunta ha dato il via libera alla costituzione del “centro strategico della protezione civile regionale e polo logistico per tutte le funzioni di interesse pubblico - si legge nel testo - legate alle attività di protezione civile e di soccorso, comprese le esigenze di mobilità del territorio foggiano caratterizzato dall’esistenza di aree interne con forti problemi di accessibilità”. Dunque lo scalo avrà funzioni preliminarmente di protezione civile (la “mission” che giustifica il ricorso per intero a finanziamenti pubblici per l’allungamento della pista), ma la Regione apre di fatto il Gino Lisa anche ai voli civili che per i foggiani - va detto senza infingimenti - costituiscono la vera sostanza del provvedimento regionale senza acrobazie di sorta. La protezione civile è un’opzione obbligata, il cavallo di Troia che permetterà alla Regione di fare la pista a zero spese, o meglio con i 14 milioni già stanziati nel 2011 dal Cipe. Lo dimostra il fatto che nel dispositivo non c’è scritto nulla sull’ipotetico trasferimento della Protezione civile regionale a Foggia. La giunta nella sua delibera ha dunque confermato la doppia funzione del Gino Lisa quale scalo per attività di soccorso e di scalo passeggeri, qualora vi sarà un mercato che lo scalo foggiano riuscirà a stimolare con la pista di 2mila metri (1800 utilizzabili). «Conseguentemente - recita ancora la nota regionale - la giunta ha approvato la convenzione che attribuisce ad Aeroporti di Puglia lo svolgimento degli obblighi di servizio economico generale dell’aeroporto Gino Lisa per le finalità definite». Convenzione che ruota intorno ai 7,5 milioni in due anni a beneficio del gestore dello scalo per sostenere i costi maggiorati quando la pista sarà pronta e non vi sarà ancora attività di volo, finanziamento erogato un mese fa dal governo regionale su impulso dell’assessore al Bilancio Raffaele Piemontese. Aeroporti di Puglia si è assicurata un gettito di 2,5 milioni a partire dal secondo semestre del 2019 e di altri 5 milioni per il 2020 al fine di gestire la fase di start-up dello scalo, le spese fisse di manutenzione e di personale che presumibilmente aumenterà all’interno dello scalo in vista delle nuove opportunità quando la pista sarà agibile. Non si parla di programmi per rilanciare lo scalo, Adp perciò si cautela assicurandosi i costi di mantenimento e gestione destinati ad aumentare. L’auspicio dei foggiani è che in questa fase (giugno 2019) Aeroporti di Puglia si adoperi anche per individuare nuove compagnie aeree in grado di attivare collegamenti dal capoluogo dauno, o quantomeno che stimoli il mercato promuovendo con il territorio operazioni di co-marketing. Su questo punto poi ci sarà da fare molto lavoro, una sorta di “scouting” dei vettori per stimolare il mercato e anche il territorio a giudicare dal dibattito oggi praticamente nullo su questi temi. 

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