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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Canile, zona off limits
«Pericolo pantegane»

Il movimento Italia in Comune: «A rischio lavoratori e randagi»

«Se nel ricovero per cani di via Manfredonia c’è il sospetto che all’interno ci siano più pantegane che cani, è ancora corretto chiamarlo canile?». Lo afferma il gruppo Italia in Comune che ha come riferimento il consigliere comunale Vincenzo Rizzi. «Vista la natura aggressiva delle pantegane e il rischio che possano trasmettere infezioni molto gravi per la salute, viverci o lavorarci a stretto contatto è altamente sconsigliato. Se a questo si aggiunge che si sospetta che alcuni cani sono morti a causa della leptospirosi, riesce difficile comprendere com’è possibile che Asl e sindaco non siano ancora intervenuti per tutelare la sicurezza dei lavoratori e dei cani ospitati», prosegue la nota che aggiunge: «La presenza di pantegane non è il solo rischio per l’incolumità di chi vive o opera all’interno del canile, probabilmente anche per chi risiede vicino. Infatti, i pilastri che reggono le tettoie con pannelli in amianto hanno la base corrosa dalla ruggine mettendo probabilmente a rischio la solidità della struttura stessa. Ma ancora non basta: alcuni pannelli in amianto non sono più integri ed è cosa nota che sono estremamente pericolosi per la salute di tutta la cittadinanza visto che le polveri d’amianto possono essere trasportate dal vento anche per lunghe distanze».

«Sarebbe il caso di ricordare al Sindaco, che è la massima autorità sanitaria in città, l’articolo 32 della Costituzione Italiana nella parte in cui dice: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Ma i rischi per i lavoratori non sono finiti, dalle due cisterne presenti sul tetto del macello (struttura confinante) fuoriesce acqua che cade sul quadro elettrico principale che alimenta il canile. Siamo certi che è cosa nota che acqua e corrente rappresentano un binomio pericoloso. Normalmente sarebbe dovuto bastare anche solo una delle criticità elencate per mettere in dubbio la possibilità di continuare a tenere aperta la struttura comunale, ma nonostante ciò il canile continua ad essere aperto senza neanche intervenire per renderlo sicuro. Ancor più sconcertante è aver saputo che un privato sarebbe disposto a finanziare la realizzazione del nuovo ricovero per gli amici pelosi, ma il Comune sembra non essere interessato all’offerta, saremmo curiosi di comprendere quali sono le motivazioni». conclude la nota.

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