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Una banda dedica al furto di auto e alle estorsioni per il cosiddetto cavallo di ritorno è stata smantellata dagli agenti della sezione criminalità organizzata della squadra mobile della Questura di Foggia che hanno arrestato tre persone in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Manette per Guido Campanile, 41 anni, Michele Villani, 39, Davide Garofalo, 32 tutti con precedenti di Polizia per reati contro il patrimonio, stupefacenti e contro la persona, ritenuti responsabili di una serie di furti di autovettura, ricettazione ed estorsioni ai danni di onesti cittadini foggiani.

L’indagine condotta dalla Squadra Mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, ed effettuata anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, ha permesso di fare piena luce su un fenomeno che stava suscitando nella cittadinanza grande preoccupazione, ovvero il furto di autovetture con contestuale richiesta di denaro per la restituzione del mezzo.

DIECI AUTO IN TRE MESI - L’attività investigativa ha permesso di attribuire al gruppo criminale più di dieci furti e tentati furti di autovetture, in un periodo relativamente breve ovvero da gennaio a marzo 2017. I tre criminali non avevano un target di auto ben definito da rubare anche se la maggior parte dei veicoli erano Fiat Panda probabilmente perché più semplici da rubare o perché più diffuse nella città. Il modus operandi era sempre lo stesso ovvero venivano utilizzati semplici ma efficaci arnesi da scasso per entrare nel veicolo, poi lo stesso veniva sbloccato e spinto con un secondo veicolo con cui i tre erano giunti sul posto. Subito dopo il furto il veicolo veniva nascosto in capannoni a loro in uso e solo nei giorni successivi veniva chiesta la somma di denaro ai proprietari per la restituzione. In un caso si è riusciti a dimostrare che una delle vittime, per ottenere la restituzione della propria Fiat Panda, è stata costretto a pagare la somma di 300 euro.

«QUESTA PUNTO MO TE LA SPACCO» - Sono state le intercettazioni telefoniche a mettere in risalto l’effettiva capacità criminale dei tre individui i quali si sono dimostrati professionisti nel furto dei veicoli che, dopo essere stati individuati, venivano rubati con una certa facilità:“…Michele vedi sta Punto. Questa mo te la spacco. La spacco di dentro e tu la spingi con questa macchina hai capito?” … “dove dobbiamo andare” .. “Sempre la . La mettiamo la nel capannone … tanto due tanto tre”.

Anche il GIP, nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, descrive i tre come persone dedite alla commissione di reati contro il patrimonio che in pochissimi giorni hanno effettuato una sequela di furti, tentati furti ed estorsioni tanto da poter affermare di essere di fronte ad individui recidivi e quindi meritevoli della misura cautelare in carcere.

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