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Pandemia

Tranquilli il Covid non c’è più, ieri «solo» 158 morti. Speranza: fatevi la quarta dose

Tranquilli il Covid non c’è più, ieri «solo» 158 morti. Speranza: fatevi la quarta dose

Non agitiamoci. Piuttosto pensiamo, alla guerra, al Pnrr, alla ritrovata libertà, al caro-vita, al giro-vita in vista delle vacanze. Che vuole ora questo Roberto Speranza, che di mestiere fa il ministro della Sanità?

11 Maggio 2022

Roberto Calpista

La buona notizia è che il Covid non c’è più. Cancellato per legge, ognuno può far quel che vuole, come a Bari abbiamo ampiamente dimostrato col «vasa vasa» generale nelle piazze e negli appartamenti in affaccio sulle piazze nei tre giorni di festeggiamenti per San Nicola.

La cattiva notizia è che ieri, a causa di una malattia abolita per decreto, in Italia sono morte 158 persone. E si sono beccati il virus in 56.015. Che poi, ad essere pignoli, l’Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), ha pure segnalato che la percentuale di posti letto nei reparti di «area non critica» occupati da pazienti con il Covid è risalita di un punto, tornando al 14%, in ventiquattr’ore, con quattro regioni sopra la soglia del 20% e tra queste la Basilicata, mentre la Puglia è un pelo sotto, al 18%. C’è anche uno studietto dei ricercatori della Fudan University di Shangay in cui si sostiene che abbassare la guardia ora potrebbe rivelarsi molto pericoloso in tutto il mondo.

Nessun allarmismo però, tutto sotto controllo, infatti in Puglia ieri sono stati 4.114 i nuovi casi e in 7 sono passati a miglior vita. Trenta invece i ricoverati in terapia intensiva (contro i 25 di lunedì).

Non agitiamoci. Piuttosto pensiamo, alla guerra, al Pnrr, alla ritrovata libertà, al caro-vita, al giro-vita in vista delle vacanze. Che vuole ora questo Roberto Speranza, che di mestiere fa il ministro della Sanità? Perché se n’è uscito con la storia che «siamo ancora dentro la battaglia della pandemia» e che «è in corso un altro pezzo di campagna vaccinale che io ritengo particolarmente rilevante e i cui numeri devono necessariamente crescere»?

Insomma over 80, ospiti delle Rsa e 60-79enni con la salute traballante, mettetevi l’anima in pace: vi beccate il secondo booster, la quarta dose del vaccino. Per combattere cosa non è dato sapere, dal momento che il virus di fatto s’è volatilizzato e il green pass è ormai l’equivalente della carta igienica. Speranza si è pure accorto che non il governo, ma «la guerra ha quasi sostituito la pandemia sul piano comunicativo, come se dal 24 febbraio d’un tratto la pandemia non ci fosse più». E che «questo produce maggiore difficoltà a lanciare messaggi, ma ci sono ancora persone che purtroppo perdono la vita. Con il secondo booster una parte di queste persone può essere protetta». Altrimenti pazienza.

Del resto ora - diciamocelo - chi mette la mascherina è uno sfigato, è brutto o gli puzza l’alito, e i pronto soccorso italiani, del Sud in particolare, hanno ripreso a funzionare come sempre, cioè malissimo. In effetti, però, ci sarebbe pure un’altra questione da affrontare: la pesante eredità che ha lasciato la pandemia sul benessere psichico dei minori. Benessere che negli ultimi due anni si è ridotto del 10%, con sintomi diffusi quali esplosione di rabbia, noia, difficoltà di concentrazione, senso di solitudine e di impotenza, stress, disturbi del sonno, tanto che è raddoppiato il numero di bambini e adolescenti seguiti nei servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. L’allarme è di quei tirapiedi della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. «I problemi conseguenti ai disturbi neuropsichici dell’età evolutiva sono ormai drammatici e tragicamente trascurati», ha detto la presidente Elisa Fazzi, direttore dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza all’ASST Spedali Civili e Università di Brescia. «Occorrono risorse e risposte di sistema, integrate e coordinate tra educativo, sociale e sanitario, nell’ambito di un cambiamento culturale profondo». Sciocchezze insomma, anche perché - come quotidiamente dimostrato - gli ospedali italiani sono sempre pronti a far fronte agli imprevisti.

Infine, a sottolineare che finalmente ne siamo fuori, domani si svolgerà in videoconferenza il secondo «Global Covid-19 Summit», organizzato dagli Stati Uniti in collaborazione con la Germania. Ci sarà anche Draghi, fresco di ritorno dagli Stati Uniti. A proposito, scienziati e premi Nobel d’Oltreoceano hanno chiesto al presidente a stelle e strisce, Joe Biden, di stanziare altri 5 miliardi di dollari per la lotta alla pandemia. Si attende la risposta.

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