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L'INTERVISTA

Gegè Rossi e il dopo Gabriel: «Lecce, non puoi sbagliare»

Gegè Rossi e il dopo Gabriel: «Lecce, non puoi sbagliare»

Generoso Rossi: C’era lui in porta nella stagione 2002-2003 l’anno della promozione in serie A del Lecce

L'ex portiere col cuore giallorosso: «Corvino saprà scegliere i rinforzi in ogni reparto. Il debutto con l'Inter di Lukaku? Serve la strategia di Baroni»

27 Giugno 2022

Davide Ruberto

LECCE - A tirare indietro il nastro dei ricordi e ad argomentare su presente e futuro del Lecce ci pensa Generoso Rossi, che con i giallorossi ha giocato solo una stagione, quella della promozione in A nel 2002/03, ma che ha lasciato un ottimo ricordo.
Mister, che ricordi ha di Lecce e del periodo nel Salento?
«Lecce è casa mia, ogni anno sin dal 2002 vengo in vacanza nel Salento e ho molti amici».
Quest’anno è arrivata la promozione con in porta Gabriel che ha deciso di non continuare con il Lecce, che profilo suggerirebbe per rimpiazzarlo?
«Conoscendo Corvino che nelle sue interviste dice “si può sbagliare la moglie, ma non si può sbagliare il portiere e l’attaccante”, sono sicuro che il portiere non lo sbaglierà, avrà le idee ben chiare e farà sicuramente un bel colpo per la piazza».
Il ruolo del portiere è cambiato molto negli ultimi anni e tra le questioni più discusse c’è la costruzione dal basso, ma è realmente efficace in rapporto rischi/benefici?
«Secondo me sì, ma bisogna valutare concretamente i rischi, non bisogna estremizzare il tutto. Un buon portiere deve sapere anche quando la palla deve essere rilanciata di 50 metri».
Questo argomento è d’attualità anche a livello di Nazionale italiana...
«Io credo che in Italia, a livello di preparazione dei portieri, siamo rimasti almeno una quindicina di anni indietro, perché oggi non vedo fenomeni con i piedi. Credo che all’estero si lavori molto di più su questo e sulla costruzione dal basso».
Un portiere che tipo di difensori preferisce: rocciosi, veloci, tecnici?
«Io sono vecchio stampo e a me piaceva il difensore “ignorante”, pane pane e vino al vino, nel senso che doveva essere bravo ad impostare il gioco, ma doveva avere anche la giusta ignoranza calcistica quando doveva “menare”, sportivamente parlando».
Uno che non bada troppo al sottile è Lucioni, che lascerà il Lecce per tornare in serie B, sponda Frosinone (in prestito). Adesso i giallorossi su chi dovrebbero puntare?
«Credo che la linea difensiva debba essere un mix tra difensori esperti e giovani di prospettiva, ma scegliere i giovani giusti e pronti sarà importante, perché loro saranno l’ago della bilancia».
Ha seguito qualche partita del Lecce, c’è un giocatore che ritiene indispensabile anche per la serie A?
«Non vedo giocatori indispensabili, perché la Serie A è un campionato a parte, è un mondo completamente diverso. Ma su questo aspetto il direttore Corvino saprà mettere mano al punto giusto e creare una squadra competitiva, facendo sì che il Lecce rimanga in Serie A».
Il Lecce quale squadra potrebbe prendere da ispirazione per una lunga permanenza in A?
«Vedo che l’Empoli ha lavorato bene, con un giusto mix di giocatori giovani ed esperti, conquistando la salvezza già nel girone d’andata. Consideriamo, però, che quello dell’anno scorso è stato uno dei campionati più scarsi della storia, perché salvarsi a 31 punti è una cosa improponibile, ma il livello del calcio, purtroppo, si sta abbassando».
Lotta salvezza, chi se la giocherà?
«Credo le neo promosse, la Salernitana, lo stesso Empoli, lo Spezia. Sei o sette squadre se la giocheranno per non retrocedere».
Quella scudetto invece?
«Io da napoletano spero sempre il Napoli, però la vedo dura inserirsi tra le milanesi e la Juve».
Quindi uno sgambetto del Lecce all’Inter alla prima di campionato le farebbe piacere?
«Quando gioca Napoli-Lecce io faccio il tifo per il Lecce... Sarebbero punti pesanti quelli conquistati con Inter, Milan e le altre big».
Ma allora come si fermano Lukaku e Lautaro?
«Un pizzico di fortuna e poi credo che Baroni debba mettere la sua mano per preparare la partita nel miglior modo possibile. Ma sarà così, perché è un tecnico molto preparato».
Mister Rossi, lei oggi si è allontanato dal calcio professionistico ma non da questo sport. Di cosa si occupa?
«Ho un’accademia, una scuola per portieri che si chiama GR1, lavoriamo con quasi 300 giovani portieri e ci divertiamo».
Tornando al Lecce, c’è un ricordo che la lega ad una partita in particolare?
«La partita del secolo, Lecce-Palermo 3-0, mi ricordo che siamo entrati in campo dimostrando il nostro valore ed è stata la vittoria più bella».

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