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Il Foggia riparte, emozione Padalino

«Ho sempre sperato di tornare a casa, quella telefonata è stato un colpo al cuore»

Pasquale Padalino, allenatore di calcio

Si attende l'annuncio dell'esonero di Padalino

FOGGIA - Strade che si separano e tornano ad incrociarsi, legami che s’interrompono e riprendono come se il tempo non fosse mai passato. Basta una scintilla, perché il fuoco che cova sotto la cenere ricominci ad ardere. Forse era già scritto che la sua prima squadra da tecnico, in B, dovesse essere il Foggia, il club della sua città e per cui tifa, in cui è cresciuto come calciatore e allenatore. Pasquale Padalino riparte dallo «Zaccheria». Ieri sera la presentazione del 46enne trainer foggiano, che prende il posto di Grassadonia, torna a casa dopo la scalata dalla D alla Lega Pro unica del biennio 2012/14.

Un’ora di conferenza. Fra ricordi, riflessioni, obiettivi, aspirazioni. «Sono felice di essere qui, faccio fatica a trovare le parole giuste perché sono molto emozionato - ha raccontato Padalino -. Quando è arrivata la chiamata del Foggia è stato un colpo al cuore. In questi anni mi sono sempre chiesto se un giorno avrei avuto l’opportunità di tornare a casa. Non mi aspettavo che questa possibilità arrivasse adesso. Ringrazio il d.s. Nember, i patron Sannnella, il presidente Fares. È una sfida che mi affascina e mi stimola molto. So che non posso sbagliare, perché ci rimetterei molto sul piano personale e ci rimetterebbe tanto la squadra della mia città. L’ultima cosa che vorrei è deludere i miei concittadini. Il sentimento, la passione e l’impegno non verranno mai meno, mi auguro che anche i risultati ci possano dare ragione».

Padalino prende le redini di una squadra che è terz’ultima in classifica, rigenerata dal successo interno contro la Cremonese ma attesa da un impegnativo trittico di gare (Salernitana e Perugia in trasferta, Verona in casa). «Lavorerò per far sì che la mia città torni a sorridere, ad essere fiera della sua squadra - ha detto Padalino, che sarà coadiuvato dai collaboratori Sergio Di Corcia e Paolo Fiore e dal preparatore dei portieri Nicola Dibitonto -. Tutti insieme dobbiamo voltare pagina, guardare avanti e tirare dritto, scalare quante più posizioni sarà possibile. Non possiamo porci dei limiti. Non dobbiamo avere fretta ma l’ambizione non ce la può togliere nessuno, è legata alla storia e alla tradizione di questo club. Sono umanamente vicino a Grassadonia perché so cosa si prova in questi momenti, dato che ci sono passato anche io di recente. Nel calcio a volte, in certe decisioni, subentrano dinamiche che vanno al di là dei meriti sportivi. Io ringrazio il Lecce perché mi ha dato la possibilità di disputare un campionato di vertice: quando fui esonerato ci rimasi male e cercai di capire in cosa avevo sbagliato, affinché l’insegnamento mi servisse per il futuro».

A Foggia, Padalino ripartirà quasi certamente dalla difesa a tre. «È giusto che la squadra in questo momento lavori su ciò che conosce meglio, naturalmente inserendo qualche accorgimento diverso, ma non ha senso stravolgere tutto - ha spiegato il tecnico -. Bisogna fare in modo che tutti possano esprimersi al meglio. I ragazzi devono essermi di supporto, io proverò a ridare loro fiducia e cercherò di venire loro incontro attraverso il dialogo. Ognuno in questo momento deve mettere le proprie gratificazioni e aspettative personali in secondo piano rispetto al bene collettivo della squadra. Per me è una sfida doppia, una responsabilità in più perché sono foggiano ma è grande la mia voglia di essere di nuovo protagonista nella città in cui sono nato».

Accanto al nuovo mister, il direttore sportivo Luca Nember, ha illustrato le ragioni che hanno indotto il club a cambiare la guida tecnica e a scegliere Padalino: «Ci ha convinto perché è molto motivato oltre che preparato, ci ha trasmesso sicurezza e tranquillità. In questo momento serviva un allenatore con grandi motivazioni, al di là del curriculum. La scelta dell’esonero è stata dolorosa. Ringrazio Grassadonia, per il lavoro svolto, a nome di tutto il club. Padalino ci conosce, gioca in casa, ha un carattere forte: riteniamo che sia la persona giusta e che possa dare soddisfazioni a noi e ai tifosi».

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