Martedì 26 Marzo 2019 | 01:02

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La «primavera» arriva in cucina

 
Prima iniziativa il 14 aprile
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VERONA - La premiazione  dell’allevatrice  Mariangela Netti di Turi

Quando il latte non è tutto uguale

 

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#iomangiolucano PROMOZIONE IN ACCELERATA

Bio, artigianale ed inimitabile

L’identikit della produzione lucana che esporta bontà e propone il territorio

Come la Regione Basilicata porterà le eccellenze agroalimentari nel globo spingendo sull’esperienza sensoriale. Dalla varietà Majatica, l’extravergine ed anche le celebri olive infornate, simbolo di Ferrandina e del materano

Fragola Candonga

Fragola Candonga

Sarà sempre più facile digitare l’#iomangiolucano vista l’intensa promozione nei principali eventi fieristici nazionali ed internazionali. La Basilicata, che da secoli viaggia insieme ai suoi emigranti, negli ultimi decenni ha accelerato la promozione grazie ai suoi chef di eccellenza. Ma molto si può ancora fare per ampliare gli orizzonti commerciali delle aziende lucane nel mondo. Con la complicità, se così possiamo chiamarla, della Dieta Mediterranea. Giova ricordare che si basa sul consumo di carne rossa una volta al mese, carne bianca una volta alla settimana così come il pesce ed il formaggio.

Legumi in quantità, zuppe, ortaggi e verdure di ogni genere sono, insomma, il pane quotidiano della cucina lucana.

Nelle prossime settimane, l’alimentazione a base dei prodotti di qualità della Basilicata, sarà in vetrina alla Sana di Bologna, fino a domani, il più importante appuntamento italiano dedicato alle produzioni biologiche. La Lucania, infatti, è al primo posto in Italia per le produzioni agricole bio. «Saremo presenti – dice l’assessore regionale alle Politiche agricole e forestali della Basilicata, Luca Braia - con uno spazio importante e con un approccio diverso rispetto al passato. Accompagniamo otto aziende e un consorzio che ne raggruppa 40. A Bologna i cooking show faranno degustare i nostri prodotti bio ai visitatori».

Attraverso un convegno di importanza nazionale dal titolo «Qualità è salute: il potenziale dei cereali lucani» la Regione Basilicata pone al centro dell’attenzione le potenzialità di sviluppo di questo comparto, la qualità dei suoi cereali e la caratterizzazione possibile delle produzioni anche in ottica di un'alimentazione sana e controllata.

Il secondo appuntamento sarà al MacFruit di Rimini in programma dal 14 al 16 settembre, Una delle più importanti rassegne internazionali dedicate alla filiera ortofrutticola: 1000 espositori, uno su 5 estero, provenienti da 30 paesi «In accordo con il presidente di Cesena Fiere, Renzo Piraccini - sottolinea l’assessore Braia - in questa edizione entriamo in punta di piedi. Ma già dalla prossima, quella del 2017, la Basilicata sarà l’ospite d’onore e il marchio grafico che accompagnerà tutta la comunicazione sarà rappresentato dalla fragola del Metapontino con notevoli ricadute positive in termini di immagine e di promozione». Le serre di fragole Candonga sono una delle gemme della produzione lucana.

Il programma delle prossime tre settimane è stato illustrato dall'assessore, e dal direttore generale del Dipartimento, Giovanni Oliva, nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sede della Biblioteca provinciale di Matera.

«La Basilicata dell’agroalimentare - ha dichiarato Braia - dopo la pausa estiva dedicata agli eventi locali di valorizzazione e promozione dell’agroalimentare, proporrà le sue eccellenze in tre importanti manifestazioni nazionali e internazionali riproponendo, come ha già fatto con successo al Vinitaly, il suo sistema produttivo di qualità con cui ormai ci identifichiamo agli occhi del mondo». 

La prossima edizione vedrà una comunicazione caratterizzata proprio dalla fragola per la quale siamo la regione con la più alta produzione per quantità (circa 1000 ettari vocati) ed eccellenza e una sinergia a livello internazionale che vedrà la Basilicata e il suo oro rosso rappresentare l’intera manifestazione.

Fragola Candonga

«Lo annunceremo in una conferenza stampa congiunta che terremo insieme allo stesso Piraccini e a una delegazione di rappresentanti del mercato cinese. Intanto, in questa edizione proporremo oltre alle degustazioni e alla conferenza stampa anche momenti animati da foodblogger». 

Il terzo appuntamento che vedrà protagonista la Basilicata è «Terra Madre - Salone del Gusto di Torino» in programma dal 22 al 26 settembre.

«Il Salone del Gusto - ha continuato Braia - è il più importante evento nazionale dedicato alla cultura del cibo che per la prima volta si svolge in città e nelle piazze e non più al Lingotto. Saremo presenti con un padiglione Basilicata al Parco del Valentino. Per la prima volta il Sistema Basilicata mette insieme 20 aziende, tra cui i quattro presidi Slow Food, in un’unica location. E’ sempre più necessario essere presenti in maniera più strutturata e qualificata oltre che identificabile a questi eventi per farci apprezzare per le straordinarie qualità del nostro agroalimentare». 

Infine, l'assessore Braia, ha sottolineato: «Stiamo accompagnando il sistema produttivo lucano a queste manifestazioni con un nuovo approccio che vede la compartecipazione delle imprese alle spese. In questo modo la Regione, con i soldi risparmiati riesce ad ampliare la gamma di servizi a loro disposizione, e le imprese affrontano questi importanti appuntamenti con maggiore responsabilità, indispensabile per farsi apprezzare dal mercato. Abbiamo invitato ufficialmente sial’APT che la Fondazione Matera-Basilicata 2019 a partecipare ai prossimi eventi fieristici condividendo un format ed una opportunità di vetrina per rendere più attrattiva la nostra regione attraverso i prodotti ed i territori che caratterizzano la Basilicata. Con l’auspicio di riuscire a configurare una programmazione congiunta alle fiere di settore ed anche turistiche».

Giovanni Oliva, dirigente generale del Dipartimento: «E' evidente che la partecipazione della Basilicata a questi eventi rientra in una specifica strategia che punta a far conoscere le eccellenze dell'agroalimentare lucano creando ponti, strutturando legami commerciali. E non è un caso che grazie a questa attività molte imprese lucane oggi esportano i loro prodotti in molte regioni italiane e all'estero».

Autenticità, genuinità e tipicità: «Io Mangio Lucano» racchiude tutto ciò ed anche una storia millenaria. Le tavole dei ristoranti e i cuochi diventano «ambasciatori» del gusto lucano. Si tratta di una iniziativa che la Camera di Commercio di Potenza ha studiato ad hoc creando questo marchio con un progetto che si è sviluppato grazie anche alla collaborazione di Legambiente Basilicata, associazione Cuochi Potentini, Confcommercio ed As.Com. per valorizzare il giacimento gastronomico lucano.

Andando indietro addirittura a Cicerone, Marziale o Varrone arriviamo – giusto per fare un esempio - alle origini della salsiccia alla «lucanica». Venne introdotta a Roma dalle schiave lucane, fatta di carne tritata insaccata in un budello, e così chiamata perché i soldati romani ne avevano appreso la preparazione proprio dai lucani.

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