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di Antonella Millarte

Ma cosa c’è oltre la classica pizza & birra? C’è un mondo del gusto, in evoluzione continua e che “La Gazzetta del Mezzogiorno” continua ad esplorare attraverso la “Guida al Buongusto di Puglia e Basilicata”. Cinque anni fa, quando abbiamo inserito per la prima volta la birra – affianco al vino – negli abbinamenti con le ricette nuove, e facili, della Guida di birrifici artigianali in queste due regioni ce ne erano neanche una trentina. Oggi sono raddoppiati e, per raccontare la birra dei nostri artigiani, ecco che la Guida al Buongusto ha avviato una partnership con l’associazione Mondobirra.info.

Siamo a metà strada nella realizzazione della Guida che porterà il suo format di degustazione didattica nella scuola alberghiera di Otranto martedì 10 aprile alle ore 12.30. Dopo le tappe a Fasano, Crispiano, Castellaneta e Lecce ecco il secondo appuntamento salentino: grandi protagonisti saranno i vini del Vulture e le birre del brindisino. Il filo conduttore che accomuna i vini d’autore e le birre artigianali? “Entrambi sono prodotti per consumatori consapevoli, che scelgono la qualità, che vanno oltre il marchio industriale noto e che desiderano sapere cosa portano a tavola”, ci risponde Espedito Alfarano, che guida Mondobirra.

In degustazione con “La Gazzetta del Mezzogiorno”, l’esperto in birra Alfarano condivide con allievi e docenti i punti cardine nella scelta. Cosa è una birra artigianale? “A differenza di quella industriale, una artigianale per legge ha come requisito di non essere pastorizzata, non essere microfiltrata, è senza conservanti ed è senza coloranti – chiarisce subito Alfarano - . Al supermercato, abitualmente, è difficile trovare una birra artigianale visto che ha scadenza piuttosto breve di circa 6-12 mesi al massimo, quindi non compatibili con i tempi della grande distribuzione. Bisogna fare attenzione ai messaggi che attirano l’attenzione, ma poi in realtà nascondono un prodotto industriale”.

Si può abbinare la birra al pesce? Sì, con le blanche di frumento con sentori agrumati oppure se è fritto con una american pale ale (apa). E col dolce? Birre barricate in botti di vino o di whiskey, con un grado alcolico abbastanza alto, suggerisce Alfarano.

A Melfi in Basilicata c’è una delle maggiori malterie d’Europa. Qui si parte dall’orzo, prima germogliato e poi essiccato. Ciò ha innescato la produzione di orzo per lo più proveniente dal sub appennino dauno e dalla Murgia barese. Anche in Salento, per ora in modesti quantitativi, è iniziata la produzione di altri ingredienti per la birra come il grano senatore Cappelli.

Insomma, anche il mondo agricolo sta prestando attenzione alla birra che non è nella nostra tradizione ma contribuisce a creare sapori, ed economia.

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