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Un malore al telefono Così la «nostra» Maura ci ha lasciati per sempre

Un malore improvviso mentre parlava al telefono è stato fatale per la nostra corrispondente da Torre Santa Susanna, Maura De Gaetano. Profonda e attenta cronista, Maura aveva una invidiabile formazione umanistica: liceo al «Lilla», due lauree e la passione per il giornalismo, che la portava ad affrontare ogni tema con la leggerezza e la serietà di chi aveva i mezzi per farlo
Un malore al telefono Così la «nostra» Maura ci ha lasciati per sempre
«Vorresti scrivere un bel pezzo sul tuo prof. che riceve il premio Carlo Levi per la saggistica?». «Sinceramente vorrei solo studiare: è una cosa molto importante per il mio futuro. Se non ti arrabbi, ci sentiamo dal 27 in poi». «No, non mi arrabbio». «Grazie e scusami».
Il dialogo su «WhatsApp» è di venerdì 14 novembre scorso, nel tardo pomeriggio, e meglio di tante parole dà l’esatta cifra di una nostra carissima e validissima collega che non c’è più: il rigore intellettuale, la dolcezza umana, la sensibilità di chi non si arrende e fa le cose sul serio. Sempre.

Maura De Gaetano, ieri mattina ci ha lasciati a soli 29 anni: un improvviso malore l’ha strappata a tutti in un batter di ciglia. Maura - dicono - parlava al telefono ed all’improvviso ha detto, a chi colloquiava con lei, di sentirsi male. Sono stati solleciti i soccorsi, ma non c’è stato nulla da fare... Maura ci ha lasciati così, per un infarto, tanto che è l’incredulità a farla da padrone, prima dello strazio per la collega e l’amica perduta.

Brillante negli studi liceali al classico «Vincenzo Lilla» di Francavilla, bravissima nel conseguire le due lauree, che coronavano un percorso non banale, nè superficiale di studi umanistici, Maura da collega era capace di spaziare dalle nuove correnti musicali, al teatro; dalla letteratura alla cronaca con leggerezza di scritto, chiarezza di contenuto, rispetto delle persone delle quali trattava. Senza timore di smentita, si può dire che Maura non avesse nulla da apprendere dai colleghi eppure il suo approccio costante era proprio di chi non sapeva ed aveva bisogno di capire, prima di scrivere. Un approccio da studente e da studiosa, sulla scia delle carte amate: Anna Banti, innanzi tutto; la rivista «Paragone», i libri antichi - i sussidiari scolastici, prima di ogni altro libro; e con l’entusiasmo per nuove «avventure» oltre alla volontà di darsi un futuro anche da docente.

Ecco perchè oltre che ai lettori della «Gazzetta», Maura mancherà a quelli dei giornali on-line che aveva contribuito a creare, ad animare a rendere vivi ed efficaci in una comunità cittadina. «Se leggi Volo, non contattarmi» è stato il suo motto su WhatsApp, quasi ad indicare che non c’era, e non poteva esserci, per un determinato tipo di scrittura, di letteratura, di impegno sociale. Maura pensava alle «cose serie» e queste si identificavano con le cose comuni, che scandiscono la giornata di ciascuno, che la rendono preziosa nella sua ordinarietà. «Primum vivere...» e non è poco, con i piedi per terra, con ironia e mai rinunciando ai sogni, proprio come un «passerotto da combattimento», così come si autodefiniva sul suo profilo facebook.

È stata pochi anni con noi al giornale, Maura, ma non c’è chi possa smentirci se diciamo che ha vissuto in fretta e bene, guardando sempre al cuore delle questioni con lo sguardo di una giovane ed intelligentissima ragazza del Sud. Oggi saranno in tanti, alle 15.30 a volerla salutare per l’ultima volta nella chiesa di Cristo Re. Noi della redazione brindisina della «Gazzetta» ci inchiniamo dinanzi a questa nostra collega: sia il segno del nostro profondo rispetto verso di lei e della nostra vicinanza alla famiglia. [a.scon.]

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