Lunedì 08 Agosto 2022 | 20:49

In Puglia e Basilicata

IL FATTO

S. Vito dei Normanni, l’arma s’inceppa e il «condannato» si salva

S. Vito dei Normanni, l’arma s’inceppa e il «condannato» si salva

I Carabinieri di San Vito dei Normanni

I Carabinieri arrestano due persone «note» con l’accusa di tentato omicidio. Tutto nasce da una guerra per il controllo del malaffare nel Brindisino

24 Giugno 2022

Mimmo Mongelli

Giovedì della scorsa settimana fecero irruzione in un’abitazione, ubicata in largo Sant’Antonio, a San Vito dei Normanni, e spararono contro il padrone di casa e un suo ospite. Lunedì scorso i carabinieri li hanno arrestati. Adriano De Iaco, 33 anni, e Giovanni Nigro, 52 anni, tutti e due di San Vito dei Normanni; entrambi già noti alle forze dell’ordine, sono stati raggiunti da un fermo di indiziato di delitto, emesso a loro carico dal pm della Direzione distrettuale antimafia di Lecce Carmen Ruggiero. Dopo l’arresto sono stati condotti nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce. Difesi dall’avv. Andrea D’Agostino, sono accusati di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso e dall’aver agevolato un’associazione mafiosa, nonché di detenzione e porto abusivo di arma.

La vittima della spedizione punitiva era S. D. G, sanvitese attualmente sottoposto alla misura di prevenzione di carattere personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Nella serata di giovedì scorso, dopo le 20, il commando, dopo aver sfondato la porta di accesso all’abitazione, è entrato in casa del sorvegliato speciale e ha aperto il fuoco con una pistola calibro 7,65. Il sicario ha esploso due colpi, che non hanno colpito il padrone di casa e il suo ospite – D.U., sanvitese, persona già nota alle forze dell’ordine – prima che la pistola si inceppasse e gli impedisse di portare a termine quella che era la sua missione.
Approfittando di questa circostanza i due pregiudicati si sono allontanati dall’abitazione in tutta fretta.

«La dinamica dell’azione di fuoco – si legge nel provvedimento di fermo emesso dal pm – non lascia adito a dubbi circa il fatto che i due abbiano agito con l’intenzione di uccidere avendo sparato più colpi all’indirizzo di D. G. mentre questi si dava alla fuga unitamente ad U. nella medesima direzione». Di qui la contestazione mossa ai due sanvitesi di tentato omicidio.
Nonostante la scarsa collaborazione da parte delle vittime, i carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni sono riusciti, con un certosino lavoro investigativo, ad identificare gli autori della sparatoria. Lavorando ininterrottamente per due giorni «a braccetto» con il pm della Dda di Lecce i militari dell’Arma hanno raccolto una serie di elementi che hanno consentito al magistrato inquirente di emettere un decreto di fermo a carico dei due presunti autori del tentato omicidio. Nel frattempo, però, De Iaco e Nigro, con ogni probabilità anche perché sentivano di aver il fiato di inquirenti e investigatori sul collo, si erano resi uccelli di bosco.

I militari dell’Arma li hanno rintracciati nella giornata di lunedì scorso. De Iaco è stato scovato in una masseria, di proprietà di un noto pregiudicato brinsidino, ubicata tra Brindisi, Mesagne e San Vito dei Normanni. Nigro è stato rintracciato in una casa ubicata in una località isolata di San Vito dei Normanni. Entrambi quando hanno sentito arrivare i militari dell’Arma hanno tentato di darsi alla fuga, ma non ci sono riusciti. Nigro è stato bloccato mentre tentava di andarsene a bordo di un’auto guidata da un sanvitese che è persona ben nota alle forze dell’ordine. Inquirenti e investigatori non hanno alcun dubbio: il tentato omicidio sarebbe da ricondurre ad una guerra in atto a San Vito dei Normanni per il controllo delle attività illecite. Da un’indagine in corso da parte della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, a cui si fa riferimento nel decreto di fermo del pm notificato dai carabinieri ai due presunti autori del tentato omicidio, sarebbero emersi «elementi significativi della esistenza di stretti rapporti illeciti di collaborazione di Adriano De Iaco con G. L. nel contesto di un gruppo criminoso capeggiato da L.»
«Questi – scrive il pm – , nipote di C. C., condannato per associazione di tipo mafioso e per omicidio, è risultato, sulla base degli esiti di indagini ancora in corso, esponente di spicco della locale criminalità organizzata e capo di un gruppo criminoso dedito alla gestione di illecite attività sul territorio di San Vito dei Normanni e paesi limitrofi di cui rivendicava il controllo ricorrendo alla violenza e alla minaccia. Gli esiti finora acquisiti – conclude il magistrato inquirente – riscontrano le dichiarazioni di Andrea Romano, collaboratore di giustizia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725