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Branco di delfini avvistato nelle acque di Torre Guaceto: c'è anche un cucciolo

I cetacei vengono attirati dalla tranquillità dell’oasi e dalla ricchezza della fauna, il branco era a pochi metri da alcuni ricercatori in azione

Branco di delfini avvistato nelle acque di Torre Guaceto: c'è anche un cucciolo

BRINDISI - Branco di delfini (tra cui un giovane esemplare) avvistato a Torre Guaceto, sempre più habitat ideale per i più svariati esemplari di animali.
«Si tratta di un evento straordinario - spiega in una nota il COnsorzio di Gestione -. Ciò non tanto per la presenza di questi cetacei, che frequentano abitudinariamente le acque protette, quanto per l’essere riusciti non solo a vederli, ma anche ad immortalare l’incontro. La stringente tutela di Torre Guaceto, in ordine alla navigazione nell’Area Marina Protetta e all’attività di pesca, infatti, spinge i branchi a raggiungerla per via della pace e della ricchezza della fauna ittica che qui trovano».

Il lieto evento è stato registrato ieri mattina nell’area maggiormente tutelata della Riserva. I ricercatori del CoNISMa, il Consorzio nazionale interuniversitario per le Scienze del mare, erano in zona A perché, in questo periodo, con il supporto tecnico del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, l’unità locale di Bari sta portando avanti un’attività di monitoraggio della Posidonia oceanica. «Alcuni ricercatori - prosegue la nota - erano già in immersione, altri sul gommone autorizzato. Ad un tratto alcuni membri del team hanno fatto l’avvistamento: tre delfini ad una distanza relativamente ravvicinata rispetto al luogo di stazionamento. Si tratta di animali appartenenti alla specie dei tursiopi, tra di loro anche un esemplare giovane, caratterizzazione resa evidente dallo sviluppo non del tutto raggiunto della pinna dorsale. Inizialmente, i cetacei erano quasi fermi, in fase di riposo. Nota che potrebbe sembrare strana agli occhi di chi non conosce bene questi animali».
Nella nota, il Consorzio si sofferma su qualche dettaglio relativo alla specie: «Il delfino tursiope, Tursiops truncatus, è più grande rispetto a quello comune. Può raggiungere i 3,5 metri di lunghezza e pesare fino a 300 chili. Può arrivare ai 50 anni d’età e vive in gruppi che contano anche alcune decine di esemplari. Grigio sul dorso e con il ventre chiaro, il tursiope ha un rostro molto pronunciato e si distingue dal delfino comune perché il secondo presenta alcune striature laterali. Questi animali, come tutti d’altronde, dormono. Ma a differenza degli altri, proprio per via del fatto che vivono in mare, riposano in modo differente rispetto a quelli terrestri. Il loro è volgarmente definito sonno vigile. Si fermano, il cervello riposa, ma i sensi rimangono svegli, pronti a reagire ai potenziali pericoli».

Il branco di Torre Guaceto era sotto costa, a circa 12 metri di profondità e a 50 di distanza dai ricercatori, «proprio perché - sottolinea ancora il Consorzio di Gestione - per la fase di riposo, questi cetacei si avvicinano alla terra ferma. Il mare era piatto e loro erano tranquilli. Dopo aver ripreso le forze, i delfini hanno preso ad immergersi per nutrirsi. La valutazione del comportamento assunto, infatti, ha permesso di dedurre che questi delfini raggiungano la zona A dell’Area Marina Protetta (qui è vietato l’accesso ad ogni tipologia di natante ed anche la balneazione) per via della pace che domina la Riserva e per la ricca presenza di fauna ittica, della quale questi si nutrono. A Torre Guaceto, gli animali possono riposare ed essere sereni, nessuno li disturba e minaccia. La loro presenza è per il Consorzio di Gestione l’ennesima conferma che le strategie di governance portate avanti sono quelle giuste per la tutela degli animali e degli habitat».

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